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Fernando Alonso (©Getty Images)

Ha chiuso soltanto 36° assoluto e 13° di classe, ciò nonostante Fernando Alonso si è divertito. Lo spagnolo, al debutto nella 24 Ore di Daytona al volante della Ligier LMP2 preparata dalla scuderia United Autosports e condivisa con Lando Norris, terzo pilota McLaren e Phil Hanson, si è saputo godere le emozioni della mitica corsa su ovale, regalando ai suoi tifosi giri da urlo almeno nelle fasi iniziali. Poi, quasi come un mantra senza fine, fotocopia degli ultimi tre anni, le immancabili noie tecniche a rallentarlo.

“Purtroppo abbiamo accusato problematiche fuori dal nostro controllo, come una foratura tra il terzo e il quarto stint, che ci ha fatto perdere parecchio terreno. Grazie alla Safety Car sono riuscito a recuperare qualcosa, in seguito però abbiamo avuto un guasto ai freni e lì abbiamo lasciato 40′ per la riparazione. Successivamente siamo stati bloccati da un danno all’acceleratore e ancora ai freni”, l’analisi amara della gara di durata del Samurai. “Purtroppo per il team anche la vettura gemella ha avuto problemi e non è potuto salire sul podio”.

Malgrado gli esiti mediocri l’iberico della scuderia di Woking si è detto contento. “Molti degli avversari in pista, guidano queste auto tutta la stagione. Alcuni hanno anche disputato la scorsa 24 di Le Mans chiudendo in top 5. Insomma conoscevano il mezzo. Al di là di ciò, ci  è mancata la fortuna, ma nel complesso è andata bene se si considera quanto è successo. Inoltre mi è piaciuto moltissimo stare al volante per tutte quelle ore. Il feeling è stato incredibile. Direi che tutto è stato bello, dai test, alle qualifiche, agli stint, alla fatica della notte, e ho apprezzato perfino la gestione del traffico! Sinceramente quando si sono spente le luci pensavo di non avere speranza, poi man mano ho preso il ritmo e al box ho visto dei grandi sorrisi”. il parere conclusivo dell’asturiano.

Chiara Rainis