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(© Getty Images)
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La 38° edizione della Dakar era già cominciata sotto una cattiva stella, con l’incidente registrato al chilometro 6,6 del prologo, ma strada facendo è successo anche di peggio: a farne le spese, stavolta, è stato Martin van den Brink. Il vincitore del Rally del Marocco 2015 è stato costretto al ritiro dopo pochi chilometri della seconda tappa del più famoso Rally Raid al mondo perché il suo camion Renault ha preso fuoco ed è andato distrutto nel rogo.

 

La dinamica dell’incidente

All’origine di tutto ci sarebbe un improvviso cedimento dell’impianto frenante, con conseguente impatto del mezzo guidato da van den Brink contro un muro. Pochi istanti dopo l’impatto il camion ha preso fuoco e l’equipaggio è uscito dall’abitacolo fortunatamente illeso. Purtroppo, però, le fiamme si sono propagate e hanno completamente distrutto il veicolo, riducendolo a un cumulo di macerie annerite.

“A un certo punto non ho più avvertito pressione sui freni e siamo finiti contro un muro”, ha raccontato van den Brink subito dopo l’accaduto, come riporta Motorsport.com. “Ho cercato di mantenere il camion in strada ma poco dopo il nostro meccanico ci ha invitato a uscire dall’abitacolo, perché il mezzo aveva preso fuoco”.

“Nei momenti successivi – ha proseguito il pilota olandese – siamo stati aiutati da Dmitry Sotnikov. E’ stato molto gentile, ma i russi non avrebbero potuto fare nulla di più di quanto è stato fatto. E’ davvero molto strano quello che è successo”. Ma in questi casi è inutile recriminare: “La Dakar – ha concluso van den Brink – è sempre una competizione molto dura, ma tutto ciò fa parte del gioco”.