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Johann Zarco e Maverick Vinales (Getty Images)

Johann Zarco è la vera rivelazione del campionato 2017 d MotoGP. Maverick Vinales era la sorpresa preannunciata sin dal test di Valencia dello scorso novembre. Ma il rookie francese sta superando ogni aspettativa, attestandosi al 5° posto in classifica, subito dietro le Honda e Yamaha ufficiali, ma davanti alle Ducati.

Sul tracciato casalingo di Le Mans Zarco ha conquistato il suo primo podio in classe regina, tagliando il traguardo a soli 3 secondi dalla M1 di Vinales. Il profumo di podio si era già avvertito nel primo GP in Qatar, quando una caduta nelle fasi finali lo ha beffato amaramente. Ma il tempo è galantuomo e il campione di Moto2 si è preso un’immediata rivincita.

Il pilota della Yamaha Tech3 brilla adesso in classifica a soli tre punti di distacco dal campione del mondo Marc Márquez. Un secondo posto frutto anche della caduta di Valentino Rossi all’ultimo giro. “Negli ultimi sette giri ho avuto un piccolo problema con la mia gomma posteriore morbida. Ma Maverick per tutta la gara era più veloce di me in uscita di curva. Ha guidato meglio. Alla fine sono riuscito a seguirlo, ma è stato complicato per me”.

Il confronto con i piloti ufficiali Yamaha

L’umiltà è una dose che certo non manca al rookie francese. Non nasconde di avere ancora molto da imparare dai piloti della Yamaha ufficiale. “Quando ho visto Rossi davanti a me così forte, ho pensato in un primo momento che avrebbe superato Maverick e sarebbe fuggito via. Ma poi Maverick lo ha attaccato di nuovo nel giro finale. Poi ho pensato a me stesso, a incunearmi tra di loro e tutto poteva succedere. Ero un po ‘lontano, ma ho cercato di mantenere un buon ritmo e rimanere concentrato”.

Il prossimo obiettivo non è solo riconfermarsi al vertice, ma puntare alla vittoria. Cosa manca per conquistare il gradino più alto del podio? “Se si guida a questo livello, devi fare tutto alla perfezione. Bisogna spingere in entrata di curva e uscita di curva, impostare la moto correttamente e utilizzare il grip in uscita di curva. Passo dopo passo diminuiva il gap tra Maverick e me. Ho recuperato in frenata e in entrata di curva, perché quella era la mia forza. Ma se si dispone già di un podio non si vuole spingere ancora di più e rischiare. In fase di accelerazione, ho sempre perso qualcosa e ha dovuto compensare tale situazione in frenata. Questo è un limite su cui devo lavorare”.

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