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Il presidente Kouichi Tsuji ha inaugurato il giorno della presentazione Movistar Yamaha. Ha fatto le veci dei vertici del team, in assenza di Lin Jarvis bloccato da un piccolo problema di salute. Ha annunciato che assumerà ulteriori responsabilità oltre al ruolo di General Manager della Yamaha Motorsport Development Division.

La casa di Iwata si pone tre obiettivi: sviluppare tecnologia e trasferirla sulle moto di serie; la promozione dei prodotti Yamaha; rendere visibili in tutto il mondo le attività del motorsport. “Finora, la mia priorità è stata la tecnologia e lo sviluppo. D’ora in poi, ho un nuovo ruolo, per il quale contribuirò di più al secondo e al terzo punto. Lin Jarvis è una delle figure chiave per il motorsport Yamaha in Europa. Ora sosterrò le attività dal Giappone in modo tale da raggiungere i nostri obiettivi”.

Obiettivo Mondiale MotoGP

Quest’anno Yamaha non può permettersi di sbagliare dopo una stagione 2017 alle prese con tante difficoltà. Non è un mistero che bisognerà puntare di più sull’elettronica per risolvere il problema con le gomme e di grip. Si riparte da tre punti di forza: “Abbiamo uno sponsor eccellente come Movistar che supporta il nostro progetto. A questo si aggiungono Valentino e Maverick, due grandi piloti. Anche il nostro staff è fantastico e supporta le nostre attività sportive. Abbiamo nel nostro team eccellenti dipendenti provenienti da tutto il mondo. Questo ci arricchisce”.

Nella scorsa stagione il team Yamaha ha raggiunto lo storico traguardo di 500 GP vinti. Nel 2018 quale sarà l’obiettivo? Non possono esserci alibi per Kouichi Tsuji: “C’è un solo obiettivo e questo è il titolo mondiale. Questo è il nostro obiettivo a breve termine. La stessa missione MotoGP dà credibilità alla nostra azienda a lungo termine. Ciò riguarda i nostri prodotti. Lavoriamo sempre duramente per offrire ai nostri conducenti una moto sempre migliore. Negli ultimi dieci anni abbiamo mostrato ottime prestazioni nel Campionato del Mondo MotoGP. Vogliamo costruire su questo anche in futuro. Per dieci anni o più. Vogliamo rendere nota la nostra filosofia e l’attrattiva del motociclismo in tutto il mondo”.