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Valentino Rossi (©Getty Images)

Il team Movistar Yamaha sembra non riuscire ad alzare la testa. Se dopo Sepang erano sorti dei dubbi, dopo la Thailandia i dubbi sono diventati un incubo. I tempi sul giro si sono rivelati un disastro al Buriram e le dichiarazioni di Maverick Vinales e di Valentino Rossi non lasciano augurare nulla di buono per il futuro prossimo. Il Qatar è assai vicino, più che il riscatto si attende un miracolo, da parte dei tecnici che devono lavorare su più fronti.

L’elettronica sarà pure il punto debole della YZR-M1 2018, ma non si spiega perchè Johann Zarco con la moto del 2016 (pur dotata di alcuni aggiornamenti) riesca a fare sempre meglio senza accusare grossi problemi. “Di gran lunga questo è il test peggiore”, ha riassunto Vinales. “Serviranno mesi per trovare la soluzione e fino ad allora siamo appesi al fato”, ha commentato Rossi. “Tutto va bene, sono soddisfatto e sicuro che da qui a ottobre potremo fare bene, anche se avremo gomme diverse”, ha invece affermato Zarco.

La M1 2018 nel caos…

I piloti ufficiali continuano a lavorare e confrontare diversi telai, motori differenti, senza però trovare la soluzione. “Il problema è chiaro, ma non facile da risolvere”, ha detto un Valentino Rossi alquanto misterioso, incapace di trovare grip al posteriore soprattutto in uscita di curva. Yamaha ha realizzato un motore più morbido per il 2018 con la speranza di trovare una trazione migliore, ma nella Thailandia rovente il nove volte campione del mondo non ha trovato un buon equilibrio tra la trazione e la temperatura dei pneumatici.

I problemi di Yamaha sono probabilmente un mix di diversi fattori: distribuzione del peso, flessibilità del telaio, carattere del motore, mappatura del software e così via. In questo momento, gli ingegneri Yamaha stanno lavorando a fondo a Iwata, perchè entro quattro settimane bisogna dare delle risposte in vista del primo Gran Premio a Losail. Rossi e Vinales guardano con interesse ai dati di Zarco (telaio 2016, motore 2017, aerodinamica 2018). Ma la domanda che molti si pongono è perchè i tecnici del team factory non facciano un altro passo indietro, dopo quello del telaio, per avvicinare la moto ufficiale a quella satellite? Ormai i tempi stringono…

Luigi Ciamburro