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Lin Jarvis (©Getty Images)

Musi lunghi in casa Yamaha, la consueta cena di fine stagione è stata annullata, Maverick Vinales trasuda rabbia, Valentino Rossi più calmo ma tagliente. Una situazione insolita per il team di Iwata che incassa una delle stagioni più difficili della sua esistenza in MotoGP. Eppure i test invernali lasciavano prevedere un risultato differente.

Vinales ha dominato il pre-campionato e le prime gare, fino a quando Michelin non ha cambiato le gomme e Yamaha non è riuscita ad adattarsi. Lo spagnolo è esploso pubblicamente contro il fornitore unico di pneumatici dopo il Gran Premio di Catalunya, ma ormai il dado era tratto e il team ha perso il senso dell’orientamento. Nel campionato dei costruttori, Yamaha è solo terza dietro Honda e Ducati, ma a Valencia Lin Jarvis cerca di fare quadrato intorno al box. “Al momento possiamo dire che Maverick raggiungerà il terzo posto nel campionato. Non è un anno disastroso, perché abbiamo vinto quattro gare. Eravamo molto forti nei test invernali, abbiamo vinto tre delle prime cinque gare. Poi siamo arrivati ​​inaspettatamente nei guai. E su percorsi dove abbiamo sempre brillato”.

Le YRZ-M1 di Rossi e Vinales hanno sofferto soprattutto sui tracciati con scarso grip e sul bagnato, il telaio incompleto e il posteriore “degradante” hanno fatto il resto. “Ora dobbiamo trovare soluzioni ai nostri problemi. L’aderenza troppo scarsa ci ha rallentato – ha proseguito Lin Jarvis -. Abbiamo apportato modifiche al telaio, ma non abbiamo trovato un ramo verde. Motegi è un esempio di un fine settimana molto, molto deludente… E’ stato un anno difficile anche per l’infortunio di Valentino… Non è stata una stagione cattiva, ma dobbiamo fare meglio il prossimo anno. C’è molto lavoro da fare”.

Il premio di consolazione della Yamaha nella stagione 2017 porta il nome di Johann Zarco, capace di fare meglio dei piloti ufficiali in molte occasioni. “Johann Zarco ha vinto il titolo di “Rookie dell’anno”ed è il miglior pilota di una squadra satellite. Siamo orgogliosi di questo. Ciò dimostra che la nostra base è buona”. Forse quella del 2016…

Luigi Ciamburro