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Valentino Rossi e Maverick Vinales lasciano la Malesia con i fantasmi della scorsa stagione. Dopo due giorni brillanti ed esaltanti, che avevano spinto il Dottore ad annunciare un rinnovo di contratto subito dopo il primo test, nel day-3… come to back. I vecchi problemi sembrano riemersi come un incantesimo difficile da spezzare per gli uomini Yamaha.

Medesime gomme, stessa moto, telaio del giorno prima, ma prestazioni diametralmente opposte. Neppure un veterano del calibro di Valentino riesce a dare una spiegazione al misterioso ribaltamento prestazionale della YZR-M1. Il nuovo motore più possente, il telaio ispirato al 2016, una carena aerodinamica buona seppur da perfezionare, un’elettronica rivisitata ma ancora da perfezionare… Sembravano questi gli ingredienti per uscire dal tunnel oscuro che intrappola i piloti ufficiali da circa un anno a questa parte.

Grip ed elettronica

Nella giornata finale dei test a Sepang il grip è tornato a fare capricci sotto le due Yamaha e ancora una volta i tecnici di Iwata sembrano cadere dalle nuvole, alla ricerca di una soluzione per sciogliere questo nodo stregato. “Siamo un po’ preoccupati, dobbiamo capire perché nel Valencia Test dopo l’ultima gara è successo esattamente lo stesso”, ha detto Valentino Rossi al termine della tre giorni in Malesia. Il martedì [a Valencia] io e Maverick abbiamo avuto un buon feeling con la moto e le gomme: il giorno dopo, stessa moto, stesse gomme, stessa temperatura perdiamo 3-4 decimi e non capiamo perché”.

Vinales e Rossi hanno siglato il 1° e 2° miglior crono nel day-2, ma il giorno dopo sono scivolati al 18° e 8° posto. Guidare la moto al limite era più difficile del solito, mancava il grip al posteriore, seppur le sensazioni non erano così negative come con la M1 2017. Meglio guardare al bicchiere mezzo pieno in attesa di ritornare in pista in Thailandia fra due settimane e trovare un coniglio magico dal cilindro dell’elettronica. “Abbiamo migliorato il nostro ritmo rispetto allo scorso anno, anche con pneumatici usati… Sappiamo che è un duro lavoro, dobbiamo migliorare, ma questi test, alla fine, sono stati piuttosto positivi”.

Luigi Ciamburro