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Valentino Rossi (Getty Images)

MotoGP | Valentino Rossi racconta il suo approccio alle gare

Valentino Rossi ha cominciato sicuramente con il piede giusto questa sua 23a stagione nel Motomondiale. Il pilota di Tavullia, infatti, un po’ come accaduto l’anno scorso, nonostante qualche lamentela nei confronti di una moto poco prestante è riuscito comunque a chiudere 3°. Il Dottore, inoltre, nel primo weekend dell’anno ha anche annunciato il suo atteso rinnovo con Yamaha, che sicuramente renderà felici tutti i suoi sostenitori.

Come riportato in una lunga intervista a “La Gazzetta dello Sport”, Valentino Rossi ha così parlato delle motivazioni che lo spingono a continuare: “Dopo tanti anni sono ancora ad un buon livello, nella valigia ho il pupazzetto della tartaruga ninja che mi regalò mamma prima che cominciassi a correre nel Mondiale. Poi una penna, un’agenda, i cappelli che mi piacciono e qualche libro anche se leggo poco. L’ultimo è stato L’inverno di Frankie Machine“.

F1 e MotoGP sono distanti, ma c’è la stessa fatica

Il Dottore ha anche raccontato che gli piace molto scrivere, anche se si deve sentire ispirato per farlo, come la lettera che dedicò tempo fa alla Yamaha. Sulle sensazioni che prova in pista, invece, ammette: “Non è tutto uguale, ma alcune cose sono rimaste simili, come la voglia di guidare e il sentirmi realizzato quando faccio una bella gara. Negli ultimi anni poi mi piace molto lavorare sin dal giovedì con il mio team e arrivare a domenica che abbiamo messo a posto tutti i piccoli dettagli”.

Il rider di Tavullia ha anche confessato che ora gli pesano i tanti impegni e che naturalmente, dopo tanti anni, i luoghi in cui corre li conosce a memoria. Poi sul come concludere questa sua magica carriera dichiara: “Il mio primo obiettivo è quello di arrivare ancora ad ogni gara con l’obiettivo di vincere o di lottare per il podio. La cosa più importante è finire competitivo”

Valentino Rossi ha poi fatto un parallelo con la F1: “Quello che si perde invecchiando è soprattutto la motivazione, ma c’è anche un problema fisico e quindi bisogna allenarsi di più. Hamilton in F1 e noi in MotoGP però siamo fortunati perché fino a 40 anni se si ha voglia, pur dovendosi allenare di più, si può continuare”.

Il Dottore ha anche svelato il segreto del suo successo: “Federer è riuscito ad essere competitivo a 36 anni semplicemente perché è il più bravo. Reinventarsi è fondamentale. Io ad esempio guido in modo moderno, più fuori dalla moto. Se guidassi come 10 anni fa ora sarei in mezzo al gruppo”.

Sulle similitudini con Hamilton, invece, ha smorzato: “Come persona lo vedo molto diverso, gli piacciono cose che a me non esaltano, ma alla fine contano i risultati in pista. Verstappen emoziona, ma è un po’ al limite, dovrebbe capire che non deve andare di petto contro tutti. Io non credo nei mental coach, ho sempre fatto da me. Mi trovo bene con Cadalora, avere due occhi in più in pista è positivo”.

Sulle differenze tra F1 e MotoGP Valentino Rossi commenta: “Per abilità, classe, livello di rischio e livello di quanto ti devi fare il culo per stare davanti non è giusta questa differenza di stipendi tra i piloti delle due categorie. Ci sta però che la F1 è più famosa e fa girare più soldi. Non tutti hanno la moto”.

Antonio Russo

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