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Valentino Rossi (©Getty Images)

Valentino Rossi più volte ha lamentato l’assenza di un buon collaudatore nelle fila Yamaha. Il cambio di regolamento sui test IRTA-MotoGP ha tolto un po’ di fiato alla Ducati, che però è riuscita a blindare il suo asso nella manica Michele Pirro, corteggiato anche dalla casa di Iwata. Lin Jarvis plaude alle nuove norme: “Adesso sono più eque”.

In Australia è trapelata la notizia che Yamaha abbia provato a ingaggiare Michele Pirro come tester per lo sviluppo della M1, ma il pilota pugliese ha rinnovato con Borgo Panigale fino al 2020. “Posso immaginare che i concorrenti siano interessati a Pirro”, ha detto Paolo Ciabatti di recente. “Ora che i giorni di prova diventano sempre più limitati, tutti improvvisamente fanno un team di test MotoGP”.

Serve un lavoro più specifico e dettagliato sui test privati, con costi approssimativi per le case intorno ai 2 milioni di euro. “Non so l’interesse di Yamaha per Pirro”, ha detto Valentino Rossi a Sepang. “Ma Pirro sarebbe una buona idea, perché è forte. Se è in prova, i tempi dei giri non sono molto al di sopra di quelli di Jorge e Dovi. Potrebbe anche portare buoni dati a Yamaha … Ma credo che non sarà possibile per Yamaha”.

Yamaha approva le nuove norme sui test

Lin Jarvis, Managing Director di Yamaha Factory Racing, riassume il dibattito intorno ai test prima della nuova approvazione di Dorna e IRTA. “Ducati voleva mantenere l’attuale normativa – ha detto a Speedweek.com -. Ma abbiamo voluto una situazione più equa, perché per i produttori giapponesi un team di test con sede in Europa è molto costosa. Proviamo a Suzuka e Fukuroi con i nostri piloti giapponesi. Anche Honda e Suzuki testano soprattutto in Giappone. Ducati ha fatto test privati ​​al Mugello e Barcellona e al Mugello quest’anno Pirro ha provato molte volte”.

Nessuna indiscrezione sul corteggiamento al collaudatore Ducati, ma il nuovo regolamento soddisfa i costruttori giapponesi e non solo. “Il nuovo sistema di test approvato a Motegi è molto più equo perché non favorisce troppo Ducati”, ha aggiunto Lin Jarvis. “Finora non abbiamo avuto condizioni uguali nelle prove MotoGP con i piloti di prova, perché per le fabbriche giapponesi. Per il 2018, le norme sono più eque per tutti i partecipanti”.