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Valentino Rossi
Valentino Rossi (©Getty Images)

Valentino Rossi sta vivendo un momento complicato della sua carriera, tra i problemi in pista con una Yamaha non abbastanza competitiva e la decisione di smettere o continuare a fine 2018.

Per quanto concerne la M1, i problemi sono soprattutto a livello di elettronica. Gli ingegneri giapponesi non hanno ancora capito come sfruttare al meglio la centralina unica Magneti Marelli. Per quanto riguarda il futuro, invece, sono emerse più voci che danno per certo che continuerà a correre. Il managing director Lin Jarvis lo ha confermato poco tempo fa. Vedremo cosa succederà, l’inizio del campionato si avvicina.

MotoGP, Valentino Rossi su Marco Simoncelli

In caso di ritiro, Valentino Rossi si occuperebbe maggiormente della VR46 Riders Academy e dei team che già schiera in Moto3 e Moto2. Da tempo si è preso a cuore la crescita dei giovani talenti italiani. Una cosa che nacque ancora con Marco Simoncelli.

Il nove volte campione del mondo ha raccontato a Riders come è nata l’accademia per giovani piloti da lui fondata: «Nasce tutto da Marco Simoncelli, che nel 2006-2007 era in crisi, non andava forte e mi diceva: “Vale, sono nella m…. e non riesco a cavare un ragno dal buco, mi fai vedere come ti alleni? Mi dai una mano? Ci alleniamo insieme?”. Io ero amico di Marco, però come tutti eravamo molto gelosi del nostro modo di preparare le gare. Eravamo titubanti. Poi alla fine Sic era simpatico e mi sono detto: “Se c’è qualcuno che mi fa compagnia quando mi alleno o quando vado a girare con la moto da cross è bello”. Ho pensato fosse un modo per crescere e diventare più forti. Da lì nasce l’Academy».

E’ stato il Sic il primo ‘allievo’ di Rossi. Dopo è arrivato Franco Morbidelli e poi Luca Marini, fratello di Valentino. In mezzo, purtroppo, la morte di Simoncelli. Un triste evento capitato durante la gara MotoGP di Sepang nel 2011. Un incidente tragico che purtroppo ha visto protagonista anche lo stesso ‘Dottore’, che ai tempi correva in Ducati e che sfortunatamente si è trovato lì senza poter far nulla per evitare l’impatto sul corpo dell’amico. Un’immagine brutta che probabilmente per un po’ di tempo il pesarese ha avuto difficoltà ad archiviare.

Valentino Rossi ha ricordato così Marco Simoncelli nell’intervista concessa: «Con lui eravamo molto amici, stavamo insieme quasi tutti i giorni, almeno cinque, sei giorni a settimana. Essere anche coinvolto nell’incidente è stata una cosa devastante. Difficile da superare personalmente, ma non ho mai pensato di smettere. Mi è dispiaciuto però essere lì. Magari se fossi stato due moto più avanti sarebbe stato un po’ più facile, ecco. Però con il tempo passa tutto e quando penso al Sic ho solo ricordi positivi. Alla fine è andata così e non ci si può fare niente».

Non è semplice superare un simile trauma. Qualcuno già ai tempi si chiedeva se il ‘Dottore’ avrebbe proseguito a correre dopo quanto avvenuto. Lui non pensò al ritiro, proseguì la sua carriera anche per onorare l’amico scomparso e lo sport che ama: «Sono andato avanti per amore. Sennò avrei già smesso. Perché una situazione come quella dell’incidente di Marco non la superi. Ero già grande, avevo vinto dei Mondiali, potevo dire basta. Ho cercato di dividere le due cose, il dolore e quello che si deve fare per superare. Poi ho pensato alla carriera, che volevo continuare, volevo tornare in Yamaha e tornare a vincere».

 

Matteo Bellan