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Valentino Rossi (Getty Images)

MotoGP | Valentino Rossi è cresciuto, chi ha incastrato Peter Pan?

Valentino Rossi ha scritto negli anni pagine e pagine di storia del motociclismo, ma non sempre questi capitoli hanno trattato di fatti accaduti in pista. Il Dottore, infatti, negli anni ha trasformato il proprio nome e quel 46 posto sul cupolino della moto in un vero e proprio brand dal valore inestimabile.

Chi ha seguito la carriera di Valentino Rossi sa perfettamente che la sua fama non è da legarsi esclusivamente ai suoi successi. Tante, infatti, le trovate escogitate dal Dottore e dal suo fan club in questi anni per festeggiare le sue vittorie. Ricordiamo ad esempio la famosa bambola gonfiabile o le simpatiche magliette con scritte irriverenti.

Dopo Ducati qualcosa è cambiato

La musica negli anni non è cambiata mai, nemmeno quando il Dottore è giunto sulla soglia dei 30 anni. Un po’ come Peter Pan il 46 ha deciso di non voler crescere più restando adagiato nell’età dell’adolescenza. Qualcosa però recentemente è cambiato. Il biennio Ducati e la contemporanea morte di Marco Simoncelli lo hanno segnato tantissimo.

Poi è arrivato il famoso 2015, il mondiale che gli è scivolato via dalle mani in quel modo, le polemiche con Marquez e quel nemico imbattibile che ancora oggi guadagna decimi su decimi su di lui, il tempo. Insomma qualcuno ha incastrato Peter Pan. Negli ultimi anni sono diminuite le vittorie, ma anche i pazzi festeggiamenti.

Ci ritroviamo così oggi un Valentino Rossi diverso, forse cresciuto, un pilota che sembra distante anni luce dall’immagine che sino a pochi anni fa aveva costruito di sé. Anche quanto accaduto in Argentina con Marquez non sembra combaciare con quello che noi siamo stati abituati a vedere.

Il Valentino Rossi di qualche anno fa probabilmente avrebbe affrontato con il sorriso lo spagnolo colpendolo con un paio di frasi al vetriolo e poi la domenica seguente gli avrebbe restituito il favore in pista con un’entrata dura e una vittoria schiacciante. Questo Dottore, invece, è un po’ spento, appesantito dagli anni e soprattutto con il perenne affanno di chi sa che si sta giocando gli ultimi gettoni della carriera prima di appendere il casco al chiodo. Al Motomondiale però, indubbiamente, manca quel Peter Pan scanzonato, chissà che un successo non possa buttargli addosso un po’ di polvere di fata per farlo volare nuovamente.

Antonio Russo