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Cristhian Pupulin e Daniele Romagnoli (photo Pramac)

Cinque Ducati su otto nella top-12 al termine dei test di Sepang. La Desmoseidici inizia subito con il piede giusto non solo con il team ufficiale, ma anche con Pramac Racing: il neo arrivato Jack Miller è quinto nella classifica combinata, Danilo Petrucci undicesimo.

A trarre un primo bilancio è il capotecnico di Petrux, Daniele Romagnoli. “Sono state prove molto importanti per scoprire la nuova moto. Poi ci siamo dedicati al set up anche se forse avremmo avuto bisogno di maggiore continuità con la Ducati Desmosedici GP 2018. Abbiamo comunque avuto la possibilità di trovare dei dettagli funzionali per Danilo”.

Danilo Petrucci è arrivato a Sepang molto motivato e con qualche chilo in meno per migliorare le proprie prestazioni e cercare di stare con il gruppo di testa. “Abbiamo ancora qualcosa da sistemare per sfruttare al meglio la sua Ducati. Per riuscire ad andare più veloce dobbiamo lavorare su alcuni dettagli – ha aggiunto il Crew Chief -. Abbiamo qualche difficoltà in frenata dove siamo ancora un po’ troppo aggressivi e dobbiamo migliorare sull’apertura del gas. Ma anche in questo ambito Danilo sta facendo dei grandi progressi”.

Tra meno di due settimane il secondo round di test in Thailandia: “E’ difficile fare una previsione anche se sono convinto che la Thailandia sarà una pista buona per le Ducati. Penso che Danilo si troverà fin da subito abbastanza bene in un circuito nuovo perché tra le sue grandi doti c’è anche quella di improvvisare e riuscire a trovarsi a suo agio in situazioni tecniche inedite”.

Jack Miller… buona la prima!

Oltre ogni previsione l’esordio dell’australiano Jack Miller, passato dalla Honda alla Ducati apparentemente senza traumi. “Un bilancio molto positivo. Siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo posti, soprattutto in riferimento allo stile di guida – ha spiegato il suo capotecnico Cristhian Pupulin -. Abbiamo ancora dei margini di miglioramento anche perché negli ultimi giri della long run con le gomme usate abbiamo sofferto un po’”.

A Buriram Miller dovrà lavorare sul long run per preservare meglio il posteriore ed essere competitivo fino all’ultimo giro. “Ho buone aspettative perché un pilota di talento come Jack normalmente tende ad essere veloce sulle piste sconosciute. Potrebbe avere qualcosa più degli altri ed il suo talento naturale potrebbe permettergli di comprendere con minore difficoltà una pista nuova. E poi la Ducati – ha concluso Pupulin -, grazie alla sua elettronica, è una moto che riesce a dare sempre qualcosa in più in queste condizioni”.

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