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Superbike (Getty Images)

Questo è un periodo davvero molto particolare per il mondo dei motori. Dopo l’inchiesta di Monza che si è abbattuta sul motorsport, infatti, un’altra indagine sta coinvolgendo questa volta il pianeta delle due ruote. La Dda di Catanzaro sta portando avanti l’operazione “Stige” legata al riciclaggio di denaro da parte delle cosche calabresi in riferimento ai clan Farao-Marincola e sono state arrestate ben 169 persone.

Come riportato da “Corriere della Sera” tra i tanti arrestati vi è anche Andrea Grillini, il noto manager dell’omonima squadra di Superbike, che nel 2018 prenderà parte al campionato Superbike con Rolfo e Ruiu.

Società fittizie per ripulire i soldi

A quanto pare il manager di Superbike farebbe parte di un gruppo di imprenditori emiliani, che partecipavano all’associazione delinquenziale grazie a imprese fittizie così da ripulire il denaro sporco delle cosche.

Il denaro sporco veniva trasportato in Emilia, dove veniva poi ripulito passandolo sui conti delle società fasulle, amministrate da dei prestanome o da alcuni affiliati della cosca stessa. Secondo quanto riportato da “Il Resto del Carlino”, l’inchiesta di Catanzaro si sarebbe intersecata con un’altra indagine di Bologna.

A quanto pare Grillini avrebbe collaborato con Paolo Fazi, 54enne di Alessandria, da anni impegnato nei Rally Raid con i quad. A quanto pare, si stima che il Team Grillini sarebbe stato in grado di riciclare tra i 30 e i 49mila euro a settimana. Un giro di denaro sporco che ha scombussolato tutto il mondo della Superbike.

Antonio Russo