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Livio Suppo e Loris Capirossi (Getty Images)

Livio Suppo dopo anni di vittorie e successi in MotoGP ha deciso di dire basta. Il famoso manager dopo il titolo conquistato da Marquez ha avvisato la stampa di volersi congedare dal Motomondiale per dedicarsi a nuovi progetti. In questi anni Suppo ha lavorato in Ducati e in HRC portando con entrambi i team il mondiale a casa.

Come riportato da “Marca”, Livio Suppo ha così raccontato il suo rapporto con Marquez: “Lui non pensa ai soldi, credo che sia uno dei pochi piloti spagnoli che vive ancora in Spagna e paga le tasse. Il denaro è solo un modo da parte del team di riconoscerne il valore, ma lui non gli dà peso. Solo lui sa se vuole o meno lasciare la Honda nei prossimi anni”.

Rispetto reciproco con Rossi

Poi si parla anche di Dovizioso: “Andrea ha fatto un grande salto di qualità anche grazie all’arrivo di Lorenzo. Per lui è stato uno stimolo incredibile. Non credo che Marquez pensasse di lottare con lui sino alla fine. Trovare un pilota che fa meglio di Dani è davvero difficile, poi con il fisico che ha, guidare una MotoGP credo sia un miracolo”.

L’ex manager Ducati ha poi parlato anche del tormentato 2015: “Marquez e Pedrosa hanno fatto la loro carriera. Solo Marc sa cosa ha fatto. Qualunque cosa abbia fatto credo sia stata una scelta ragionata. La telemetria di Sepang 2015 è in mano alla federazione, che ha deciso non renderla pubblica. Loro hanno pensato di buttare acqua sul fuoco”.

Livio Suppo ha poi parlato anche del matrimonio DucatiLorenzo: “Nel 2009 la Ducati lo voleva a tutti i costi, per me è stato un errore perché pensavo che non voleva lasciare la Yamaha. L’offerta è uscita fuori e Stoner si è arrabbiato e questo è uno dei motivi che lo ha fatto andare via. Lui è un pilota forte, ma nei momenti di difficoltà non è un bravo comunicatore”.

l’ex HRC poi continua: “Lorenzo è arrivato in Ducati come salvatore della patria. Ora è in una situazione molto particolare, se l’anno prossimo Dovizioso continuerà ad andare così il suo valore potrebbe calare di brutto e non so cosa potrà accadere. In Yamaha credo, invece, che si siano fatti prendere dal panico. Con Rossi c’è un’ammirazione reciproca. Preziosi è stato preso come capro espiatorio di tutto, ma la colpa non era solo sua”.

Antonio Russo

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