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Chaz Davies, Tom Sykes, Marco Melandri (foto Aruba Ducati)

Il campionato mondiale Superbike 2018 è entrato in una fase nella quale il nuovo regolamento Dorna dovrebbe cominciare a incidere più di quanto fatto finora.

Sono ormai noti i tagli ai giri del motore subiti dalle varie moto e che hanno creato disagi soprattutto ad alcune, come la Kawasaki. Ma le nuove regole prevedono anche che se una casa dovesse dimostrarsi troppo veloce rispetto alle altre, subirebbe delle penalizzazioni decise dalla Dorna. Ad esempio il taglio di altri 250 giri motore oppure il congelamento dello sviluppo dello stesso, dando agli altri possibilità di intervento per recuperare. A tal fine è stata creata una ‘mini-classifica’ in cui ciascun produttore prende punti in base a vittoria (3 pt), secondo posto (2) e terzo posto (1).

Superbike, Ducati penalizzata da Assen: cosa cambia?

Ogni tre gare la graduatoria viene controllata e le marche che abbiano 9 o più punti di distacco dalla prima hanno la possibilità di aggiornare le parti in concessione indicate ad inizio stagione. In questo modo gli altri team hanno modo, ad esempio, di sviluppare ulteriormente alcune componenti del motore.

Dopo i primi tre gran premi del campionato Superbike 2018 questa speciale classifica recita: Ducati 21, Kawasaki 12 e Yamaha 3. La casa di Borgo Panigale ha conquistato un totale di undici podi con Chaz Davies (cinque), Marco Melandri (tre) e Xavi Fores (tre). Invece Kawasaki cinque solamente con Jonathan Rea (quattro) e Tom Sykes (uno). Yamaha ferma a due, con un podio a testa per Alex Lowes e Michael van der Mark.

Dato che Ducati ha 9 o più punti di vantaggio, la concorrenza ha la possibilità di aggiornare il proprio motore del Gran Premio d’Olanda ad Assen di questo weekend. Non è affatto scontato che gli altri team decidano di sfruttare subito questa chance o di giocarsela più avanti nella stagione. Ciascuna squadra farà le opportune valutazioni prima di decidere se intervenire a livello di motore oppure no. E nel frattempo qualcuno si domanda pure se questa ‘finestra’ di sviluppo possa realmente fare la differenza.

Ichiro Yoda, direttore tecnico del Kawasaki Racing Team, ha spiegato che in realtà non cambia granché: «Per noi un aggiornamento del motore non è al momento così importante. La velocità è molto più importante di un aggiornamento. Non ci aspettiamo di aggiornare, questa regola è inutile. Un aggiornamento non aiuta molto se continuiamo ad avere la stessa velocità. È uno scherzo».

Anche Marc Bongers, direttore tecnico BMW, non ritiene prioritario intervenire sul motore: «Per il momento non porteremo un aggiornamento del motore – riporta Speedweek -. Attualmente vediamo un maggior potenziale nel settore dell’elettronica, stiam lavorando ad un aggiornamento e abbiamo in programma di portarlo più avanti nella stagione». E’ l’elettronica il settore in cui il team Althea deve lavorare per consentire a Loris Baz di essere più competitivo. Non c’è un problema di motore in sé.

E pure Chris Pike, operations manager di Honda, parla di elettronica, anche perché da Aragon il team Red Bull è passato da Cosworth a Magneti Marelli: «Prima di occuparci del miglioramento del motore, abbiamo bisogno di un’elettronica stabile. Se si modifica il motore, è necessario regolare tutte le mappature poi. Riuscire a farlo bene è un processo che richiede tempo. Non abbiamo piani per un aggiornamento del motore, al momento con le nostre possibilità siamo al massimo. Forse potremo farlo più avanti nella stagione, ma più probabilmente non faremo aggiornamenti».

Il congelamento dello sviluppo del motore Ducati e la possibilità data ad altri team di effettuare aggiornamenti non porteranno cambiamenti, pare. I team SBK sono concentrati su altri aspetti delle rispettive moto. Il risvolto regolamentare non sconvolgerà gli equilibri, stando alle dichiarazioni lette. Ricordiamo inoltre che le nuove regole Dorna stabiliscono che ogni produttore che raggiunge 36 o più punti di distacco dal leader alla fine della stagione può aggiornare le parti di concessione per la stagione successiva.