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Leon Camier
Leon Camier (foto Twitter)

Nei primi due gran premi del campionato mondiale Superbike 2018 le emozioni e lo spettacolo non sono mancati. Abbiamo assistito a quattro manche con tanti sorpassi e c’è stato maggiore equilibrio in pista.

A vincere le gare sono state sempre Ducati (tre) e Kawasaki (una), però c’è la sensazione che il tanto discusso nuovo regolamento Dorna possa concretamente portare una maggiore imprevedibilità nella SBK. La sua interpretazione non è ancora del tutto chiara, però più di qualche scettico comincia a pensare che potrebbero esserci più benefici che difetti. Ovviamente solamente il tempo darà tutte le risposte, ora è presto per sbilanciarsi nonostante un inizio di stagione interessante.

Superbike, Honda-Camier pacchetto competitivo

Oltre alla conferma della competitività di Kawasaki e Ducati, con quest’ultima molto competitiva anche con Xavi Fores del team privato Barni, i primi due gran premi ci hanno detto che la Honda è rinata con Leon Camier. L’esperienza e la bravura del pilota britannico sono state importanti per il team Red Bull, dove comunque ci hanno messo molto del loro nel compiere dei passi in avanti su una moto come la CBR1000RR Fireblade SP2 che nel 2017 era all’esordio e necessitava ovviamente di tempo per essere sviluppata.

Con un anno di esperienza alle spalle, i tecnici sono stati in grado di capire meglio dove intervenire per fare miglioramenti. La presenza di un pilota come Camier è stata molto utile e i margini per progredire sono importanti. Le risorse non mancano all’interno di una struttura che in questi mesi si è rinnovata nei vertici e che punta a lottare costantemente alla top 5. La squadra Ten Kate ha esperienza in Superbike e col supporto di uno sponsor forte come Red Bull, oltre che della casa madre Honda, può fare il salto di qualità.

Più in difficoltà Jake Gagne, ma era preventivabile ciò. Il pilota americano è ancora acerbo. Nel 2017 ha corso solo tre gran premi in SBK e questa è la sua prima stagione da titolare nel campionato. Gli serve tempo per crescere e dimostrare di essere all’altezza. A nostro avviso il team Red Bull Honda avrebbe fatto bene a dare una chance a Davide Giugliano, che di GP ne ha fatti quattro sulla CBR1000RR l’anno scorso e che con la sua maggiore esperienza avrebbe potuto essere di maggiore aiuto alla squadra. Però, è stata fatta una scelta diversa e vedremo se col tempo essa pagherà.

Superbike, Aprilia e BMW attese a una svolta

Se Honda ha stupito in positivo, di più ci si aspettava da Aprilia e BMW. Il team Milwaukee sulle moto di Noale schiera due piloti competitivi come Eugene Laverty e Lorenzo Savadori. Il nord-irlandese in Australia ha conquistato un ottavo e un quindicesimo posto (caduto in Gara 2 mentre era in testa), invece in Thailandia ha fatto nono in Gara 1 ed è stato protagonista di un brutto incidente (frattura del bacino) nella seconda manche. L’italiano a Phillip Island ha saltato le due gare per un infortunio che lo ha poi influenzato a Buriram, dove ha chiuso dodicesimo e nono.

Un po’ di sfortuna e qualche errore non hanno probabilmente permesso ad Aprilia di mostrare ancora tutto il proprio potenziale. Sicuramente all’interno del team Milwaukee c’è da lavorare per sistemare meglio la moto, poi il resto dovranno farlo Laverty e Savadori appena saranno al 100%. E al massimo della forma non lo è neppure Loris Baz, che sulla BMW non ha ancora raccolto i risultati che si aspettava. Undicesimo e nono in Australia, undicesimo e dodicesimo in Thailandia.

Il francese deve ancora recuperare pienamente dalla frattura alla spalla destra capitatagli nelle Prove Libere di Phillip Island. Un handicap che non gli ha permesso di dare il massimo. Tuttavia, dopo l’appuntamento di Buriram il pilota si è così espresso: “Non siamo riusciti nell’importante passo in avanti. Ho fatto una buona partenza nella prima gara, ma ho avuto problemi con la gomma posteriore nelle fasi finali. Le nostre difficoltà con l’elettronica stanno causando problemi ai pneumatici. Tutto era perfetto nella parte anteriore, ma c’era un problema in quella posteriore. Nella seconda manche abbiamo cambiato assetto, ma ha funzionato bene nel warmup e non in gara. C’era buon feeling all’anteriore, ma problemi al posteriore. Nel complesso, questo non è stato un buon fine settimana per noi. Dobbiamo cambiare il nostro modo di lavorare. A differenza dei nostri avversari, non ne abbiamo abbastanza nel corso del weekend di gara”.

Genesio Bevilacqua, patron del team Althea BMW, ha confermato che Baz ha avuto ancora problemi fisici e che sulla moto vanno compiuti miglioramenti nel settore dell’elettronica soprattutto. Con il miglioramento delle condizioni di Loris, un supporto della casa madre e lo svolgimento di alcuni test la situazione potrebbe migliore. Il potenziale per fare bene c’è. La struttura italiana ha grande esperienza e il pilota francese in Superbike ha vinto due gare e conquistato 14 podi. Inoltre un’azienda come BMW ha il know-out per poter uscire dalle difficoltà. Ci si attendono progressi al più presto.

 

Matteo Bellan