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Xavi Fores
Xavi Fores (©Getty Images)

Xavi Fores può dirsi senza dubbio felice del suo inizio di campionato mondiale Superbike 2018. Nel Gran Premio d’Australia ha conquistato un quarto posto (a un passo dal podio) in Gara 1 e un terzo in Gara 2.

Ottimo avvio per il pilota spagnolo con la Ducati Panigale R del team privato Barni Racing. A Phillip Island si è mostrato molto competitivo, cosa che gli era riuscita in diverse occasioni pure nel 2017. Il pacchetto pilota-moto-squadra è buono. La struttura guidata da Marco Barnabò, intervistato da Tuttomotoriweb settimane addietro, può togliersi diverse soddisfazioni in questo Mondiale SBK.

SBK, Xavi Fores difende il regolamento 2018

Più di qualcuno ha detto o scritto che la competitività della Ducati a Phillip Island fosse dovuta al nuovo regolamento Superbike, che avrebbe penalizzato troppo la Kawasaki. Ma va detto che comunque Tom Sykes e Jonathan Rea hanno conquistato due secondi posti, a poca distanza da Marco Melandri, nelle due gare. E’ presto per fare certe valutazioni, soprattutto considerando che in Australia si è verificato un inatteso consumo eccessivo delle gomme Pirelli che ha condizionato il weekend.

Xavi Fores, intervenuto sul proprio profilo ufficiale Twitter, ha scritto quanto segue: “Ho letto dei commenti sul regolamento SBK 2018 piuttosto fuori luogo e qualcuno dovrebbe uscire alla luce per chiarire… TUTTI sulla griglia hanno ricevuto un calo di RPM (giri del motore al minuto, ndr), ma ciò che cambia è che i team privati hanno anche accesso al materiale di fabbrica. I risultati variano notevolmente a seconda del circuito. La scia presa da Melandri a Rea è semplice, il peso tra un pilota e l’altro è abissale. Non avrò mai la stessa accelerazione di Marco, ci sono 200 newton di differenza per il peso tra noi due”.

Il pilota spagnolo del team Barni Racing risponde ad alcuni commenti letti suoi social network e non solo. Spiega che tutte le moto sono state oggetto di riduzione del numero dei giri del motore, che le squadre private oggi possono ridurre il gap avendo accesso a parti dei team factory (ovviamente non gratuitamente, ma da pagare a dei prezzi già fissati) e che il peso di un pilota chiaramente influisce su certe dinamiche.

Adesso vedremo cosa succederà a Buriram, nel Gran Premio della Thailandia che sarà il secondo appuntamento del campionato Superbike 2018. Tutti si attendono una Kawasaki più forte che a Phillip Island. Ma Ducati vorrà essere della partita, sia col team ufficiale Aruba che con quello privato Barni. E ovviamente occhio anche alle altre squadre. Yamaha, Honda e Aprilia in particolare vorranno ‘guastare la festa’ alle due case che negli ultimi anni anni hanno monopolizzato la SBK.

 

Matteo Bellan