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Tom Sykes
Tom Sykes (©Getty Images)

Da anni si parla del rilancio del campionato mondiale Superbike, non abbastanza spettacolare e non sfruttato a dovere da Dorna. L’organizzatore non ha finora operato nella maniera migliore per valorizzare il prodotto.

In ottica 2018 è stato varato un nuovo regolamento SBK che ha fatto molto discutere. Sia Kawasaki che Ducati si sono lamentate dell’eccessiva penalizzazione derivante dal taglio dei giri dei motori. Inoltre le regole introdotte ostacolano i domini di una specifica casa, perché prevedono ulteriori tagli ai giri del propulsore e anche il blocco dello sviluppo del medesimo. Più di qualcuno pensa, ovviamente, che il regolamento sia stato varato per contrastare il predominio Kawasaki degli anni scorsi. Il tentativo è di equilibrare la competizione, aiutando gli altri team ad essere più competitivi.

Tom Sykes e le nuove regole della Superbike

E’ passato solo un gran premio del campionato mondiale Superbike 2018 e dunque è presto per dire se le nuove norme avranno gli effetti sperati. Nei sogni della Dorna c’è quello di vedere gare sempre combattute, con rari casi di dominio di una singola marca. Competizione allo stato puro. Vedremo con il passare dei GP se l’organizzatore spagnolo avrà avuto ragione. Molti mantengono dei dubbi.

Un’altra novità che arriverà in SBK nel 2019 è la centralina unica. Non è ancora ufficiale, ma sembra che l’anno prossimo tutti dovranno utilizzare il dispositivo elettronico Magneti Marelli. Luigi Dall’Igna, direttore generale Ducati Corse, è favorevole a questa soluzione. Ma c’è anche chi pensa che non basti questa cosa per migliorare il campionato WSBK.

Tom Sykes, pilota ufficiale Kawasaki e compagno del campione in carica Jonathan Rea, si è così espresso su questo tema: ”Ognuno ha le proprie idee – riporta Speedweek -, l’elettronica sarà probabilmente standardizzata. Una cosa è certa: poiché le regole tecniche sono diventate più vicine alla produzione in serie, le distanze sono aumentate. Non importa quello che facciamo alla fine, i piloti ufficiali e i team di fabbrica vinceranno sempre. Questo non ha solo a che fare con l’investimento nel progetto, ma anche con l’investimento nel pilota”.

Il rider britannico, campione mondiale Superbike nel 2013 con Kawasaki, ha le idee chiare sull’argomento e non le nasconde: ”Tecnicamente abbiamo fatto un passo indietro negli ultimi anni. Ho dovuto trovare un modo diverso per andare in moto, per ottenere gli stessi risultati. Alla fine, tutte queste modifiche alle regole rendono tutto più costoso. Solo Kawasaki e Ducati hanno fatto un vero team di fabbrica negli ultimi anni. Il pacchetto di tecnologia, pilota e moto è importante. Standardizzare l’ECU oggi non cambierebbe molto: i migliori team vinceranno comunque. Quindi non puoi farci niente”.

Secondo Sykes la vera differenza la fanno gli investimenti che ciascuna casa fa in SBK. Kawasaki e Ducati sono avanti a tutti in questo. Yamaha è al terzo anno di rientro nel campionato e sta provando a mettersi in mezzo. Più indietro gli altri. Honda deve ancora sviluppare al meglio la moto, anche se con Leon Camier sembra finalmente essere stata presa la strada giusta. Aprilia con Max Biaggi e Sylvain Guintoli ha vinto tre titoli, però poi si è concentrata più sulla MotoGP. MV Agusta e BMW non sembrano poter lottare per la zona podio e dintorni.