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Leon Camier
Leon Camier (©Getty Images)

Leon Camier parla dei problemi della Superbike: messaggio alla Honda e alle altre case

Il campionato mondiale Superbike non è più attraente come in passato e ormai non è una novità. Tante sono le critiche verso una categoria che non dà più spettacolo come in passato, sia a causa di chi la organizza che delle case che poco si impegnano direttamente.

La Dorna, che punta molto sulla MotoGP ovviamente, non sta valorizzando al meglio il prodotto SBK in questi anni. Tra format e regolamenti non sono state prese le scelte migliori. Anche l’ultima novità della terza gara dal 2019 non è stata particolarmente apprezzata. Inoltre va detto che solamente Kawasaki sembra essere pienamente concentrata in questa classe motociclistica, mentre le altre hanno priorità diverse.

Leon Camier commenta la situazione Superbike

Leon Camier corre nel campionato mondiale Superbike dal 2009. Ha corso con Yamaha, Aprilia, Suzuki, BMW, MV Agusta e dal 2018 corre con il team Red Bull Honda. La sua stagione era cominciata positivamente, poi i risultati sono stati sotto le aspettative tra infortuni e una CBR1000RR SP ancora non abbastanza competitiva. Per l’anno prossimo spera che la situazione migliori, soprattutto se dalla casa madre arriverà un supporto maggiore. Ancora non sono stati ben definiti i piani della squadra per il 2019. Non si conosce né il compagno del pilota inglese e neppure se sarà ancora la struttura olandese Ten Kate a gestire tutto.

Intanto Camier, intervistato da Speedweek, ha parlato della situazione della SBK. Si è partiti dal dominio di Jonathan Rea sulla Kawasaki, sul quale ha detto: «Ha ovviamente svolto un lavoro incredibile. E’ un pilota molto, molto, molto bravo. Questo rende tutto noioso per gli altri. Guida per una fabbrica, che è più coinvolta di qualsiasi altra nel campionato mondiale Superbike. Hanno un ottimo pilota e una squadra forte, Johnny ottiene tutto dallo straordinario pacchetto. Il loro intero pacchetto è molto migliore di qualsiasi altro. Qualcosa deve cambiare».

Secondo il pilota 32enne, il WorldSBK ha bisogno di novità per ritrovare la spettacolarità e l’imprevedibilità di un tempo. In senso ha esposto il proprio pensiero: «O gli altri produttori si impegnano di più come fabbrica oppure le regole devono cambiare nuovamente. Come fanno gli altri a tenere il passo se Kawasaki si impegna maggiormente? Nessuno ha una possibilità. Yamaha e Ducati devono fare un passo avanti, HRC deve tornare. Altrimenti devi punire Kawasaki, il che non è giusto. Al momento sono il pesce gigante in un piccolo stagno».

Camier invita Honda, Yamaha e Ducati a impegnarsi maggiormente nel campionato Superbike. Solamente così ci può essere una competizione superiore rispetto a quanto avviene adesso. E probabilmente Rea, che rimane comunque il più forte pilota della categoria, dovrebbe sudarsi di più i titoli mondiali. Si spera che nei piani delle tre case ci sia anche quello di supportare maggiormente il progetto SBK. Da Borgo Panigale ciò dovrebbe avvenire, visto che dal 2019 in pista ci sarà la nuova V4. Yamaha di anno in anno sta crescendo, mentre i dubbi maggiori sono sulla Honda. Dalla prossima stagione pure BMW, che ha ingaggiato Tom Sykes, dovrebbe essere più attiva nella categoria.

Al rider del team Red Bull Honda è stato domandato perché Rea non riscontri lo stesso apprezzamento di leggende WorldSBK come Carl Fogarty e Troy Bayliss. Questa la sua risposta: «A quel tempo c’era più concorrenza, vittorie e titoli non sembravano così facili. Inoltre, pensi sempre che tutto andava meglio ai vecchi tempi. Ma posso dirti che Johnny è eccezionale e ultra bravo. Ciò anche perché ha il miglior pacchetto. Pure la Ducati aveva la migliore moto in quegli anni, ma gli altri piloti potevano ancora tenere testa e combattere contro Bayliss».

 

Matteo Bellan

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