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Filippo Conti con Marco Melandri e Sandro Cortese (foto GRT Racing Team)

Superbike 2019: intervista a Filippo Conti, team manager GRT Racing Yamaha.

Il team GRT Racing rappresenta una delle novità del campionato mondiale Superbike 2019. Dopo l’esperienza positiva in Supersport, con tanto di titolo mondiale vinto nel 2017 assieme a Lucas Mahias, la struttura italiana ha fatto il grande salto.

I piloti Marco Melandri e Sandro Cortese godono del supporto diretto di Yamaha, come nel caso della squadra Crescent per la quale corrono Alex Lowes e Michael van der Mark. C’è tanta voglia di migliorare e fare bene in questa nuova sfida che è la SBK. Noi di Tuttomotoriweb abbiamo intervistato il team manager Filippo Conti.

Superbike 2019, Tuttomotoriweb intervista Filippo Conti del team GRT Racing Yamaha

Qual è la situazione dopo i primi test Superbike del 2019 a Jerez e Portimao?

«In generale siamo stato soddisfatti. Bisogna fare un distinguo tra i due piloti, che vengono da esperienze completamente diverse e di conseguenza anche l’approccio al lavoro è differente. Cortese corre per la prima volta con una 1.000, si sta cercando di fargli scoprire la moto e di adattarla al suo stile. Siamo contenti, ha fatto tempi interessanti. Il processo di adattamento sta funzionando bene. Invece Melandri viene da un bagaglio di esperienza importante e sta cercando di cucirsi addosso la R1 in base alle sue esigenze. Sono state fatte molte prove, alcune hanno portato buoni frutti e altre no. Il suo approccio è positivo. Riusciremo a tirare fuori un pacchetto tecnico che faccia emergere il campione che è».

Per quanto riguarda Melandri, quali problematiche sta incontrando sulla Yamaha?

«Lui è un pilota che ha bisogno di fiducia sull’anteriore. Si sta lavorando su quel fronte, per avere un migliore inserimento in curva. Si cercano le giuste geometrie per consentirgli di avere la confidenza di cui necessita».

Che tipo di lavoro farete nel prossimo test SBK a Phillip Island?

«Con Sandro ha funzionato quasi tutto ciò che abbiamo provato e pertanto proseguiremo su quella linea. Con Marco, che ha uno stile di guida diverso, ci concentreremo su l’aspetto che ancora non gli permette di avere la sicurezza necessaria per spingere. Come passo nei test è andato abbastanza bene, non è riuscito a spingere di più per questa mancanza di fiducia all’anteriore. A Phillip Island porteremo modifiche per venire incontro alle sue esigenze».

Quali obiettivi vi siete posti per questa stagione 2019?

«Siamo all’esordio in Superbike e il team si deve adeguare al salto di categoria. E’ complicato fare pronostici. Lavoreremo ogni giorno affinché la squadra cresca, visto che veniamo dalla Supersport e ora ci sono esigenze diverse. Col tempo creeremo il nostro bagaglio di esperienza che ci aiuterà a raggiungere risultati soddisfacenti».

Come vi sta supportando Yamaha?

«Questo è un progetto che nasce da lontano, dalla Supersport, con l’obiettivo di approdare poi in Superbike. Siamo un team supportato da Yamaha in SBK e dunque abbiamo un contatto stretto quotidianamente. Ci aiuta e ci supporta. Siamo un progetto complementare al team Crescent, che nel 2019 punta a consolidare l’esperienza accumulata negli anni scorsi. La nostra squadra serve anche a portare nella categoria piloti di talento provenienti dalla Supersport. Cortese è il campione del mondo 2018 e fa parte del progetto, la scelta di Melandri nasce dall’esigenza di avere un pilota di esperienza che aiuti sia lui che il team a crescere. Abbiamo lo stesso trattamento e supporto tecnico-tecnologico del team Crescent. Yamaha è presente al 100%».

Alex Lowes nei test è andato molto forte. Le sue performance incoraggiano anche il team GRT in ottica futura?

«Certamente. Yamaha ha fatto un percorso di crescita in questi anni e per un team esordiente come il nostro ciò è di aiuto. C’è un progetto in piedi da oltre tre anni e pertanto siamo facilitati nel diminuire rischi ed errori. Il nostro approdo in Superbike era un progetto di medio-lungo termine che si è concretizzato ora. Yamaha sta investendo molto e il fatto di avere due team così bene supportati è un segnale importante».

Cosa pensa del dominio di Jonathan Rea?

«Lui è un campione e l’ha dimostrato in tutte le circostanze. E’ uno che fa la differenza. Dall’altro bisogna dire che la Kawasaki è concentrata sulla Superbike, a differenza di altre case che puntano pure sulla MotoGP. Ovviamente non è solo l’aspetto finanziario che consente di vincere. Gli investimenti ci sono, però vengono fatti nel modo giusto. Battere Rea è difficile, però adesso in SBK c’è una partecipazione diretta di molte case rispetto al passato. Ci sono meno moto, ma il livello è più alto. Attraverso il lavoro si spera di riuscire a ridurre il gap».

Qual è la sua opinione sul nuovo format del campionato Superbike con l’inedita Gara Sprint?

«Per noi già era novità avere una seconda gara. E’ difficile dare un giudizio, è qualcosa di nuovo che dobbiamo vivere. Sulla carta ci dovrebbe essere maggiore spettacolo, cosa importante anche a livello mediatico. Ovviamente ciò comporta un impegno maggiore da parte dei team. Sarà una sfida alla quale ci vogliamo far trovare pronti».

 

Matteo Bellan

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