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Chaz Davies (foto WorldSBK.com)

Superbike | Davies: intervento chirurgico positivo e rimorsi per la MotoGP.

Tre volte secondo nel campionato mondiale Superbike e la speranza di riuscire entro il prossimo biennio a conquistare l’ambito titolo. Chaz Davies vuole coronare il proprio sogno di diventare campione del mondo SBK.

Il 31enne pilota gallese ha firmato fino al 2020 con Ducati e spera di portare al successo la nuova Panigale V4 R. Non sarà facile. Sia perché il binomio Rea-Kawasaki rimane il top nella categoria e sia perché come compagno avrà il forte Alvaro Bautista. Il cammino verso la gloria è tutt’altro che in discesa.

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Superbike, Davies operato con successo. E rimpiange la MotoGP

Davies in questa settimana si è sottoposto a un intervento chirurgico alla clavicola destra, che si era fratturato quest’estate in allenamento mentre correva in mountain bike. Era riuscito a guarire per la ripresa del campionato Superbike, ma è caduto nuovamente mentre faceva Supermotard a MotorLand Aragon. Durante la stagione si è operato e in questi giorni ha ripetuto l’operazione. Avrà tempo a sufficienza per guarire in vista della stagione 2019.

Intanto Chaz ha anche rilasciato alcune dichiarazioni interessanti a Speedweek. Nello specifico ha parlato del mancato approdo in MotoGP. Non crede che nel 2021 potrà trovare posto: «Ero troppo vecchio per alcuni dei team manager nel paddock della MotoGP cinque anni fa. Oggi posso dire che sarà difficile per me ottenere un posto. A 34 anni sarò in età di pensionamento per la MotoGP. Mi piacerebbe anche poter fare una wild-card, sarebbe un sogno. Però, se lo fai, devi farlo bene. E ciò è molto improbabile».

Davies pensa di non poter ripetere l’impresa di Troy Bayliss, che nell’ultima gara del campionato MotoGP 2006 corse da wild-card a Valencia e vinse la gara: «Considerando lo sviluppo tecnologico ha avuto la MotoGP, penso che ciò che ha fatto Bayliss possa succedere una sola volta nella vita. Il livello è molto alto oggi, sarei scioccato di rivedere qualcosa del genere. Adesso tante cose sono cambiate. Tutto è più vicino al limite e ad ogni pilota serve tempo».

Al pilota gallese del team Aruba Ducati viene domandato se gli faccia male il fatto di non aver mai avuto la possibilità di guidare una moto competitiva nella top class. Lui replica: «Dieci o quindici anni dopo aver smesso, me ne pentirò sicuramente. Sono ambizioso e voglio sempre sapere di cosa sono capace. Ecco perché posso già dirvi che me ne pentirò».

 

Matteo Bellan

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