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Marco Melandri (foto Twitter WorldSBK)

Superbike 2019 | Melandri motivato per l’avventura col team GRT Yamaha.

Marco Melandri ha rischiato concretamente di non essere presente nel campionato mondiale Superbike 2019. Dopo essere stato scaricato da Ducati, non sembravano esserci opportunità concrete per lui. Per fortuna poi è arrivata l’offerta di Yamaha per correre nel team GRT.

Sarebbe stato un vero peccato per la SBK perdere un pilota come il ravennate. Nel 2019 Melandri ci sarà e conta di potersi togliere delle soddisfazioni. La moto di Iwata è cresciuta nel corso dello scorso anno e c’è fiducia in vista della nuova stagione. I primi test sono serviti per prendere un po’ di confidenza col mezzo.

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Superbike, Melandri e il trasferimento in Yamaha

Melandri in un’intervista a Speedweek ha raccontato come è avvenuto il suo passaggio nella nuova squadra: «Prima mi era stato detto sì, poi no ed ero rimasto molto deluso. Io ho sempre parlato con Andrea Dosoli, ho un contratto con Yamaha. Insieme abbiamo poi discusso con GRT. Senza il passaggio di Mahias in Kawasaki non ci sarebbe stato spazio per me, questo è sicuro».

Il 36enne pilota ricorda che in un primo momento c’era stato l’ok per l’approdo in Yamaha, poi invece la situazione era cambiata perché sembrava che GRT dovesse essere una sorta di Junior Team con rider più giovani di Marco. Infatti, il posto al fianco di Sandro Cortese era destinato a Lucas Mahias. Tuttavia, il francese ha ritenuto troppo bassa l’offerta economica e ha preferito rimanere in Supersport trasferendosi nella squadra Puccetti Kawasaki. Ciò ha spalancato le porte all’esperto italiano.

C’è chi ha detto che c’è stata una “regia” della Dorna per farlo rimanere nel campionato mondiale Superbike. Lui non conferma: «Non so cosa succedeva dietro le quinte. Penso che sia importante per Dorna avere un pilota italiano con un nome ben noto. Ma non so se si sono mossi per me o hanno sostenuto il progetto in qualche modo».

A Melandri viene detto che secondo alcuni rumors il suo posto in Ducati sarebbe stato perso a causa del suo tentativo di portare lo sponsor Aruba in Yamaha. Cosa che viene negata dal diretto interessato: «Non era così. Aruba ha parlato con Yamaha, ma non lo sapevo. Un giorno dopo la conversazione Aruba andò in Ducati e il contratto fu immediatamente esteso. Aruba ha usato Yamaha per ottenere condizioni contrattuali migliori da Ducati. Tardozzi mi ha detto a Misano che mi sarebbe costato qualche privilegio cercare di portare via lo sponsor Ducati. Non sapevo di cosa stesse parlando. Fu solo la notte seguente che Cecconi, capo di Aruba, mi disse di aver parlato con Yamaha. Dopo questi fatti, sapevo di essere fuori dalla Ducati. Hanno usato il mio nome come scusa, alla fine si trattava di risparmiare soldi per Aruba»

Approdare nel team GRT Yamaha era l’unica possibilità di rimanere in SBK. Il ravennate conferma: «Non c’erano altre opzioni. Non avrei guidato solo per essere lì. Sono ancora molto in forma. Quando corro, voglio avere la possibilità di vincere. Per questo c’è bisogno di una buona squadra e una buona moto. MotoAmerica? Sono stato molto vicino. Se non avessi firmato con GRT, sarei andato negli Stati Uniti».

Melandri avrebbe potuto andare a correre negli USA con il team Attack supportato da Yamaha. Avendo trovato posto nel campionato mondiale Superbike, il trasferimento non si è concretizzato. Adesso è concentrato sulla nuova esperienza e spera di poter conquistare buoni risultati. I primi test non sono stati semplici, ma per il futuro c’è fiducia. Infatti spiega: «Il test di Jerez è stato difficile per noi, è stato organizzato tutto in fretta. Il team ha preso le moto solo un giorno prima del test. Non eravamo perfettamente preparati e non avevamo pezzi di ricambio. Con le gomme usate mi piace molto il carattere della moto. Mi sono divertito molto alla guida, è stato bello. È normale che non siamo nella finestra ottimale con il voto, soprattutto con le nuove gomme. Sono sicuro che sarò molto più veloce al prossimo test alla fine di gennaio a Jerez».

Marco ha una grande voglia di fare bene nel 2019. I prossimi test saranno importantissimi per lui, deve prendere maggiore confidenza con laR1: «Penso che possiamo essere vicini a Kawasaki, molto vicino. Ho solo chiesto piccole cose. Tutto era nuovo per noi. Dobbiamo conoscerci meglio. Un po’ più di grip sulla ruota posteriore sarebbe positivo. Nei prossimi test avremo le nuove moto Yamaha. Quelle che abbiamo usato a novembre provenivano dal test team».

 

Matteo Bellan

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