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Ronald Ten Kate, Nicky Hayden, Stefan Bradl, Marco Chini (©Red Bull Honda Official)

Quando manca un mese alla prima gara del nuovo campionato, al via dall’Australia il team Honda Red Bull perde un pezzo. Si tratta di Marco Chini, responsabile SBK del marchio in Europa.

Una partenza pesante se si pensa che fu lui a stringere l’accordo con il brand di bibite energetiche e molti altri sponsor importanti, o a far firmare piloti del calibro di Nicky Hayden e Leon Camier. La decisione di lasciare il gruppo era maturata nel finale della passata stagione ed confermata a dicembre.

“Il 2017 è stato particolarmente difficile sia dal punto di vista sportivo, sia personale. In particolare la morte improvvisa di Kentucky Kid e a pochi giorni di distanza quella di mio padre hanno provocato un grande dolore, ma allo stesso tempo generato in me un risveglio della coscienza, per cui ho avvertito come doveroso vivere il presente con passione senza accettare un numero troppo grande di compromessi e senza rimandare ogni giorno i desideri al domani. Ruoli di responsabilità come quello che ho ricoperto per Honda negli ultimi quattro anni sono quasi totalizzanti e lasciano poco tempo libero da dedicare alla vita privata ed alla famiglia”, la sua condivisibile spiegazione. “Nel 2018 avrei dovuto rinnovare il mio contratto, tuttavia a fronte delle proposte contrattuali e progettuali ho ritenuto più saggio interrompere il mio rapporto professionale. Per quanto riguarda l’immediato futuro professionale non ci sono per il momento progetti in essere nei motori anche se il mio amore per le corse rimane immutato”.

Il bye bye di Marco Chini, segue quello più rumoroso di Livio Suppo arrivato all’indomani dell’ennesimo titolo targato Marc Marquez in MotoGP. Un segnale decisamente preoccupante per il colosso nipponico che, se si esclude proprio il successo ottenuto dall’istrionico #93, ha raccolto ben poche vittorie nello scorso mondiale e nella fattispecie in Superbike ha vissuto il suo anno più negativo.

Chiara Rainis

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