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Jonathan Rea Chaz Davies
Jonathan Rea e Chaz Davies (©Getty Images)

L’inizio di campionato Superbike 2018 è stato diverso rispetto a quello delle scorse tre stagioni. Se nelle prime due gare del 2015, 2016 e 2017 avevamo visto un dominio Kawasaki con 10 manche su 12 vinte da Jonathan Rea e una dal compagno Tom Sykes (l’altra è di Leon Haslam su Aprilia nel 2015), quest’anno lo scenario è diverso.

A Phillip Island doppietta Ducati con Marco Melandri, che in Gara 1 ha battuto Sykes e in Gara 2 Rea. A Buriram successo di Johnny in Gara 1 e di Chaz Davies su Ducati in Gara 2. Il nord-irlandese campione del mondo da tre anni è in testa alla classifica, ma con soli 69 punti: +2 su Melandri (pesa il ‘disastro’ in Thailandia), +7 su Xavi Fores e +12 su Davies (pesa lo zero in Gara 2 in Australia). Una situazione equilibrata e non la solita fuga del fenomeno della Kawasaki. Cosa è successo alla SBK?

Superbike, Rea- Davies: opinioni diverse sul regolamento Dorna

In casa Kawasaki ci si è scagliati contro il regolamento Dorna varato da questo campionato Superbike 2018. La casa di Akashi ritiene che sia stato creato appositamente per danneggiare le ZX-10RR, contrastandone il dominio per fare in modo che le altre case fossero più vicine in termini di competitività. Il taglio ai giri del motore ha creato delle difficoltà a Jonathan Rea e Tom Sykes, che in Thailandia facevano fatica in scia a superare ed erano facili da passare. Ci sono stati problemi anche ai freni.

Per porre rimedio al taglio di potenza (1.100 giri motore in meno), in Kawasaki hanno provato a fare delle modifiche che non hanno ancora funzionato bene. Marcel Duinker, capo-tecnico di Sykes, a Speedweek ha spiegato: “Abbiamo un telaio incredibilmente buono, che consente ai nostri piloti di frenare molto tardi e duramente. Tom a Buriram ha dovuto compensare la mancanza di prestazioni del motore, a causa delle regole Dorna, con frenate ancora più estreme. Questo ha sovraccaricato i freni. Il freno funziona fino ad una certa temperatura. Se diventa più caldo di dieci gradi, allora non va più bene. Questi sono dettagli, ma fanno la differenza. Buriram è il peggior tracciato per i freni a causa della temperatura. Nel 2017 eravamo già al limite, con il motore lento quest’anno abbiamo superato il limite”.

Rea in Gara 1 in Thailandia ha vinto, però se l’è sudata e ha avuto solo 1″5 di margine su Xavi Fores. Non c’è stata bagarre, però ha dovuto tirare al massimo perché bastava poco per rischiare di far avvicinare il pilota del team Barni Ducati. Il campione in carica Superbike aveva così commentato: “Se guardi l’intero weekend, ci sono stati fino a cinque piloti che hanno avuto la velocità per vincere. Penso che nella prima gara la divisione della gara sia stata il fattore decisivo. Ero veloce e costante. Il regolamento Dorna funziona? Sembra di sì, ho dovuto strapparmi il culo per la vittoria. Anche se do tutto, ho solo 1″5 di margine”.

Ovviamente in Kawasaki non viene accettato il fatto che la casa migliore venga danneggiata dal regolamento, quando invece bisognerebbe fare in modo che gli altri facciano di più senza penalizzare chi in quel momento è al top. A subire le conseguenze negative delle nuove regole Dorna sono anche i team privati che schierano moto ZX-10RR. Lo sfogo di Gianni Ramello, patron della squadra Go Eleven, è eloquente.

Anche Ducati era perplessa sulle nuove norme, che hanno tagliato giri del motore importanti pure alla Panigale. Gigi Dall’Igna stesso non era convinto dalla scelta di Dorna. Però pare che a Borgo Panigale abbiano ben lavorato per sistemare al meglio la moto, competitiva sia a Phillip Island che a Buriram. Nell’ultimo anno con la bicilindrica (nel 2019 arriva la V4) non è escluso che possa arrivare il titolo Superbike tanto atteso. Ovviamente è presto per dirlo.

Intanto Chaz Davies in merito alla parole di Rea e al campionato SBK ha detto: “Le regole incidono, ora serve lavorare di più. Le differenze tra le moto sono minori, anche se ciascuna è forte in determinate aree. C’è un processo di apprendimento, anche perché non sono abituato a lottare con Honda e MV Agusta. Dovremo vedere cosa succederà in Europa, perché le prime due piste sono state particolari. Dopo Assen avremo una visione migliore. Rea dice che deve farsi il culo? Significa che prima non era sempre così – riporta Speedweek -. Io devo sempre dare il 100% e farmi il culo. Per essere onesti, non posso dire esattamente come funziona la Kawasaki. Ho corso troppo pochi giri contro Johnny. Ecco perché non so in quali aree abbiano perso. Anche a noi è stata tagliata velocità e dobbiamo affrontarlo. Penso che ora ci sia più equilibrio e tutti sono più vicini. Ciò rende il campionato più eccitante”.