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Xavi Fores (Getty Images)

SBK | ESCLUSIVA, Xavi Fores: “Dopo Melandri pensavo di esserci io”

Xavi Fores è sicuramente uno dei piloti del momento in SBK. Lo spagnolo, infatti, nonostante una moto non ufficiale sta disputando davvero una grandissima stagione, lottando spesso alla pari con i team factory. Noi di Tuttomotoriweb.com abbiamo avuto il piacere di poterlo intervistare per sapere quale sarà il suo futuro.

Come è nata la tua passione per i motori?

Ho cominciato da bambino quando mio padre e mio zio mi hanno comprato la prima moto, Yamaha PW50, lì è cominciato tutto.

Quale è stato sinora l’avversario che ti ha maggiormente impressionato?

Direi me stesso…(scherzo) Rea mi ha stupito molto da quando è arrivato in Kawasaki ma è anche vero che ha il pacchetto migliore, quindi, impressionato da fuori solo Marquez, è capace di andare forte in tutte le condizioni e anche in tutte le discipline.

Stai disputando una grande annata, cosa è cambiato nel team?

Purtroppo io sono arrivato un po’ troppo tardi nel mondiale SBK, soprattutto è cambiata la mia esperienza e gestione dei weekend di gara, anche con il team abbiamo lavorato moltissimo per essere capaci di spingere ai livelli dei team factory e tante volte ci siamo riusciti anche battendoli, ma non è facile.

Ci racconti la storia che si cela dietro il numero che porti sul cupolino?

Da bambino correvo in due categorie diverse, sport production 50 e 125 e lì mi hanno dato il 12…a fine stagione ho vinto in una e fatto secondo nell’altra e ho deciso che quel numero mi aveva portato fortuna e l’ho tenuto fino ad oggi. Prima usavo il 34 per Kevin Schwantz ma volevo il mio, qualcosa che raccontasse la mia carriera anche se in piccolo.

Cosa significa essere un pilota Ducati?

La passione che si sente essendo un ducatista si vive solo se sei dentro, è un’atmosfera che non si vive nelle altre marche e questo è molto bello. Sono 6 anni che corro con loro in diversi campionati e ho vinto campionati e sono salito sul podio tante volte, mi trovo bene con la moto e questo mi piace.

Pensi che la Panigale V4 permetterà a Ducati di fare quel salto definitivo per battere Rea?

Sarà una moto molto competitiva ma bisognerà lavorarci molto sopra, è appena nata e deve esserci un ottimo sviluppo per cercare di farla diventare la moto di riferimento, mi ci vorrà un po’ di tempo.

Quale sarà il tuo futuro?

Purtroppo ad oggi non c’è niente di chiaro per me, l’arrivo di Bautista ha scombussolato i miei piani, avevo fiducia che se Marco fosse andato via quel posto sarebbe stato per me ma non è stato così. Dopo questo, spero che Ducati riesca a mettermi nelle migliori condizioni, ho lavorato molto per loro in questi anni e non mi piacerebbe essere “scaricato” da loro se ci fossero delle possibilità. Con Barni mi trovo molto bene, purtroppo per lui ancora non c’è possibilità di definire i piani per il 2019 e non può confermarmi nulla. Vedremo cosa succede nei prossimi giorni.

Come pensi sarà il mondo delle moto quando Rossi deciderà di smettere?

Onestamente non lo so, so che lui è uno che ha tanta gente che lo segue in tutto il mondo e ci sarà tanta nostalgia nel non vederlo più, ma a me interessa solo pensare al mio lavoro e al mio futuro. Le corse ho capito che sono un business e devi pensare solo a te e a quello che ti gira intorno, ma perdere lui in pista si sentirà sicuramente anche nei circuiti.

Quale è ad oggi l’emozione più grande che hai provato in carriera?

Partire quest’anno con 3 podi nelle prime tre gare è stata davvero un’emozione, ma quella più grande l’ho sentita nel 2013 quando correvo il campionato Spagnolo e Portoghese. Ero in testa in entrambi i campionati e il team dove correvo è sparito in 24h, sono rimasto a piedi ed ho deciso insieme alla mia famiglia di prendere quel team per finire la stagione e vincere con Ducati in Spagna, nessuno lo aveva fatto e volevo farlo. Quella esperienza mi è costato per me tutto, ho speso tutto quello che avevo messo da parte per mettere su casa con mia moglie…è stato difficile ma ho vinto! La casa poteva aspettare. Infatti, non è ancora finita!

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Antonio Russo

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