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Michael Ruben Rinaldi (Getty Images)

SBK | ESCLUSIVA, Michael Rinaldi: “Obiettivi? Sarebbe bello fare un podio”

Michael Rinaldi è tra i giovani italiani più promettenti del motociclismo e quest’anno prenderà parte al Campionato mondiale Superbike con la Ducati Panigale V4 nel team indipendente Barni Racing. Michael nella prima gara australiana è stato già protagonista di una buona prestazione e noi di Tuttomotoriweb.com abbiamo avuto il piacere di intervistare un ragazzo semplice con una gran voglia di stupire.

Come nasce la tua passione per le moto?

In Romagna è un po’ una terra di motori. La mia famiglia di gare non ne sapeva nulla, però mio papà da giovane comunque ha avuto scooter, vespe e quindi abitando in campagna, un giorno, quando avevo 4 anni mio papà mi ha detto: “Perché non prendiamo una moto per girare nei campi, per divertirci un po'”. Allora siamo andati in cerca di una moto per girare nei nostri campi, ma alla fine ho visto una mini-moto e ho voluto quella.

C’è un modello al quale ti ispiri?

Diciamo che come tutti i ragazzini della mia generazione l’idolo è sempre stato Valentino. Lui è stato e tuttora è il mio idolo per quello che ha fatto.

Questa Panigale V4 dove può arrivare?

Diciamo che Bautista ha già fatto vedere il potenziale della moto. Lui è un grande pilota e la pista australiano è un tracciato che a lui piace. Diciamo però che la moto è nata bene. Per quanto mi riguarda mi son trovato bene, devo ancora sistemare alcune cose. Però anche per quanto mi riguarda possiamo fare meglio che con il V2. La fiducia su questa moto è grande.

Quali sono i tuoi obiettivi per la stagione 2019?

Ci siamo prefissati di crescere gara dopo gara, soprattutto nelle gare extra-europee, dove io non ho mai gareggiato come ad esempio l’Australia, l’obiettivo è di cogliere il massimo possibile, ma senza fare comunque errori. Ci vogliamo concentrare un pochino di più sulle gare che conosco. Lì sicuramente potremo ottenere piazzamenti migliori. Voglio fare un percorso di crescita e allo stesso tempo ottenere dei buoni piazzamenti e perché no un podio sarebbe davvero la ciliegina sulla torta.

Cosa ne pensi di questo nuovo sistema a 3 gare?

Non ero tanto convinto, però dopo aver fatto il weekend in Australia non è stato così male dai. Certo è un po’ più difficile gestire il weekend perché abbiamo un turno in meno di prove libere e quindi un po’ meno tempo per lavorare sul set-up della moto. Però alla fine è stato abbastanza divertente anche perché tutti i piloti spingono al massimo e penso che sia bello anche perché ci guarda a casa.

Questo inverno ti sei allenato con Dovizioso e Petrucci. Dove pensi riusciranno ad arrivare in questa annata?

Diciamo che ho un buon rapporto con Andrea. Mi sono spesso allenatore con il motocross con lui e ultimamente anche con Danilo. Vedo che si stanno preparando seriamente per ottenere grandi risultati e deve essere così se vuoi gareggiare ad alti livelli. Sinceramente non posso entrare nel dettaglio della loro situazione perché in un livello alto come la MotoGP devi esserci dentro per capirne il potenziale. Sicuramente da quello che ha fatto vedere Dovi l’anno scorso fa si che possa puntare al mondiale quest’anno, però non bisogna dimenticarsi degli avversari. Il mio supporto va per tutto il team Ducati, anche Danilo. Il loro obiettivo sappiamo quale è, sarà difficile però da quello che ho potuto vedere è che si stanno impegnando per realizzarlo.

Ducati ufficiale in MotoGP o in Superbike? Quale è il tuo sogno per il futuro?

Diciamo che adesso bisogna concentrarsi sulla Superbike. Sono giovane e quindi ho una grande possibilità e di questo ne sono consapevole. Prima però bisogna fare un ottimo lavoro in Superbike se si vuole arrivare un giorno in MotoGP. Naturalmente il sogno di ogni pilota è arrivare in MotoGP però la realtà adesso è di essere in Superbike e devo cercare di fare bene e un giorno conquistare il titolo qui per aprire le porte della MotoGP. Se non fai questo non puoi pensare di andare in MotoGP.

Secondo te è più complicato il passaggio dalla MotoGP alla SBK o l’inverso?

Credo che sia più complicato nettamente il passaggio dalla Superbike alla MotoGP perché il livello della MotoGP è più alto e la moto della MotoGP è più complicata rispetto alla SBK. Quella è una moto vera da corsa e quindi le caratteristiche sono diverse. Quindi per un pilota che arriva da una derivata di serie è più complicato andare forte con un prototipo. Alvaro ha dimostrato che adattarsi alla Superbike è un po’ più facile. Sicuramente non ne posso essere sicuro finché non lo provo. Però sentendo quello che dicono gli altri piloti la MotoGP è sempre una moto un po’ più complicata da portare al limite rispetto alla SBK.

Tra le categorie inferiori del Motomondiale e la SBK ci sono strade completamente diverse. Quello che era il mio obiettivo da ragazzo era fare il campionato italiano Moto3 per poi arrivare nel mondiale Moto3. Poi per forza di cose ho fatto la strada della Superbike, che comunque è stata una strada bella dove ho fatto campione europeo Stock 1000 e questo comunque mi ha portato ad arrivare in Superbike. Se avessi fatto l’altra strada non so dove sarei adesso. Diciamo che questi due mondi sono un po’ diversi tra di loro però non si sa mai se ritornerò di là.

Ci racconti la storia legata al numero sul tuo cupolino?

Io ho sempre corso con il 21 perché sono nato il 21 dicembre. Lo utilizzo da quando sono bambino e negli anni certe volte ho messo il 12 oppure l’ho cambiato semplicemente perché il 21 era occupato, ma adesso che non lo utilizza nessuno sono contento di utilizzarlo. In più tutti mi fanno notare che in Ducati, in Superbike con il 21 c’era Bayliss quindi è una bella responsabilità, ma questa cosa a me mi fa solo onore. Quando vedo Bayliss lui è felice che io usi il 21 quindi nessuna polemica, ma solo un grande grande onore a usare questo numero.

Quali sono i punti deboli della Panigale?

Diciamo che dei grossi punti deboli non ne vedo. Vedo solo che è una moto giovane, appena fatta. Ovviamente bisogna continuare lo sviluppo perché siamo solo all’inizio. L’unica cosa che credo da fare sia continuare a lavorare così. Se questo è l’inizio può solo diventare una grande moto.

Hai partecipato alla 100 Km dei Campioni, come hai visto Valentino Rossi? Pensi possa ancora lottare per il titolo?

Io non mi preoccupo di questo, sono solo felice ogni tanto di andare al Ranch ad allenarmi e passare una bella giornata di allenamento. Passo una bella giornata con Vale parlo, ma non è mio compito giudicare se è in grado o meno di lottare per il titolo. Sicuramente farebbe piacere a molti, però questo bisogna chiederglielo a lui. Quello che ha fatto Valentino è sicuramente importante con l’Academy. Io non ne faccio parte, ma mi è permesso allenarmi di tanto in tanto lì e questo mi fa piacere perché alla fine è divertente e puoi solo migliorare quando ti alleni insieme ad altri piloti di alto livello. Sono contento di questo.

Ci fai un pronostico su chi vincerà il titolo in MotoGP e in SBK?

In MotoGP è davvero difficile dirlo, spero comunque in un pilota italiano e soprattutto nella Ducati. Spero che lo vinca Dovi e se non lui che lo vinca un italiano che può essere Valentino. Invece in Superbike è molto difficile da dire perché comunque Bautista ha un po’ cambiato le carte in tavola però sicuramente lui può essere un pretendente al titolo, però bisogna stare molto attenti a Rea che sono 4 anni che vince, sono loro due i pretendenti al titolo.

Secondo te come potrebbe vivere Davies questa sorta di declassamento a ruolo di secondo pilota?

Conosco il carattere di Chaz e ho conosciuto Alvaro e secondo me non ci saranno problemi. Anzi, se Chaz ha fatto fatica la prima gara avere accanto Alvaro che ha vinto può solo aiutarlo.

Antonio Russo

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