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Marco Melandri (Getty Images)

ESCLUSIVA, Marco Melandri: “Ritiro Rossi? Problema per fanatici”

Marco Melandri in questi anni è stato tra i protagonisti del motociclismo mondiale. In questi anni ha vinto, infatti, 1 mondiale in 250 ed ha ottenuto nel Motomondiale 22 vittorie, 62 podi e 9 pole. In Superbike, invece, ha solo sfiorato il titolo, ma ha comunque ottenuto 22 affermazioni e 68 podi. Noi di Tuttomotoriweb.com abbiamo chiesto e ottenuto gentilmente un’intervista dal ravennate che qui di seguito vi proponiamo.

Come è nata la tua passione per i motori?

La mia passione per i motori è nata da bambino. Da che io abbia ricordi ce l’ho sempre avuta, mio padre era appassionato di moto, da bambino sono cresciuto nei motori.

Quale è stato il momento più emozionante della tua carriera?

Difficile da dire, perché per fortuna ce ne sono stati tanti. Davvero difficile perché ogni cosa è stata speciale per motivi diversi. Sicuramente la vittoria ti dà delle sensazioni che non si possono spiegare a parole.

Perché proprio il 33 come numero?

Il 33 c’è perché se lo ruoti di 90° sono praticamente due “M” che sono appunto le mie iniziali: Marco Melandri.

Quale è l’avversario che in carriera ti ha maggiormente impressionato?

Ho avuto tanti avversari che erano molto difficili per varie caratteristiche. L’anno che ho vinto il mondiale contro Nieto lui era molto forte, non mollava mai. Ci provava sempre, anche quando non era in condizione. Allo stesso tempo per me Rea è uno davvero tosto perché a costo anche di fare qualche errore ci prova sempre. Non ti lascia mai tranquillo.

Nel 2005 eri sicuramente il miglior pilota della Honda, ma a fine anno non arrivò la promozione in HRC. Cosa successe?

Credo sia stata una questione di passaporto. Stava salendo di categoria Pedrosa, in HRC c’è la Repsol che è il loro sponsor da sempre ormai e sicuramente loro volevano uno spagnolo piuttosto che un italiano. Lì ho capito che in Honda non c’era più futuro per me.

In MotoGP, come tanti altri tuoi colleghi, hai avuto delle difficoltà in Ducati, ci racconti quali erano i principali problemi?

Credo che fosse un tempo diverso da ora. La moto era molto più complessa di come è ora. Adesso comunque, spesso, vanno forte tanti piloti Ducati. All’epoca andava solo ed esclusivamente Stoner. La moto secondo me non era a livello di quella attuale. Io arrivai sicuramente nel momento sbagliato perché Stoner aveva appena vinto il mondiale, quindi agli occhi dell’azienda ero io che non andavo. Poi per fortuna il tempo mi ha dato ragione perché chiunque è arrivato dopo di me anche più blasonato comunque non ha fatto niente.

Quest’anno eri partito fortissimo, poi un calo. Colpa di una moto ormai giunta al limite del proprio sviluppo?

In verità abbiamo avuto 3 gare in cui abbiamo avuto un problema abbastanza strano, la moto era molto instabile. Abbiamo sprecato tre occasioni importanti, poi sicuramente siamo stati penalizzati rispetto alle quattro cilindri. Tante piste dove dovevamo cambiare radicalmente la rapportazione del cambio rispetto allo scorso anno siamo andati in difficoltà, la moto non rispondeva come doveva. Sicuramente ora lo sviluppo è tutto improntato sul V4.

Pensi che la Panigale V4 possa essere l’arma giusta per spodestare Rea?

Sicuramente è stato fatto un cambio nel DNA Ducati perché si pensa di poter fare un salto in avanti. Sicuramente sarà una moto importante.

Quale è il tuo obiettivo da qui a fine stagione?

L’obiettivo è quello di portare a casa un’altra vittoria e poi di girare sempre intorno al podio.

Quale sarà il tuo futuro?

Non lo so, non ne ho la più pallida idea.

Come pensi sarà la MotoGP senza Rossi?

Da appassionato di moto credo che cambierà poco, sarà un problema per i fanatici. Per chi è appassionato di MotoGP lo spettacolo sarà comunque lo stesso. Come la storia ci insegna ci sono sempre nomi nuovi che rimpiazzano i precedenti.

Dall’esterno che ne pensi della diatriba tra Valentino e Marquez?

Guarda io mi astengo tanto qualsiasi cosa dica può essere mal interpretata, quindi io mi godo le gare.

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Antonio Russo