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Serafino Foti
Serafino Foti (Foto Ducati.it)

Dopo aver assistito a un dominio di Kawasaki nelle scorse tre stagioni, finalmente Ducati sembra poter dire la propria per la conquista del titolo mondiale Superbike. Il team Aruba Racing ha vinto quatto gare delle otto disputate e punta a togliere il trono a Jonathan Rea, comunque in testa alla classifica SBK 2018.

Chaz Davies, trionfatore in Gara 2 in Thailandia e Spagna, è a 30 punti dal campione del mondo in carica. Qualche rammarico per la caduta nella seconda manche in Australia, però il gallese è determinato a conquistare la corona iridata. Marco Melandri, autore della doppietta a Phillip Island nel GP inaugurale, è terzo a 44 lunghezze di distanza. Il prossimo appuntamento è ad Imola in questo weekend. Noi di Tuttomotoriweb.com abbiamo intervistato Serafino Foti, team manager di Aruba Racing.

Tuttomotoriweb intervista Serafino Foti (Aruba Ducati)

Qual è il bilancio del team dopo i primi gran premi del campionato Superbike 2018?

«Siamo molto soddisfatti, anche se ovviamente c’è sempre voglia di fare meglio. Su otto gare ne abbiamo vinte quattro con due piloti diversi, pertanto il bilancio è positivo. Vedo un campionato più equilibrato, a questo punto della stagione Rea ha 30 punti di vantaggio e un anno fa erano molti di più (64 su Sykes e 84 su Davies, ndr). Siamo in piena corsa per il titolo, ci proveremo fino alla fine».

Che impressioni ha avuto sul nuovo regolamento SBK? Quanto ha inciso nel ritrovato equilibrio del campionato?

«Ovviamente quando c’è un cambiamento c’è chi è d’accordo e chi no, però poi bisogna sempre attendere la fine dell’anno. Dal momento che un regolamento viene fatto, bisogna comunque adeguarsi. Noi abbiamo preso atto delle nuove regole e abbiamo lavorato cercando di adattare al meglio la moto. Tutti hanno dovuto fare così. Si dice che il regolamento è penalizzante, però se vediamo alcune gare siamo andati più forte che l’anno scorso e in altre uguale. Per il momento le prestazioni sono sempre di ottimo livello. E’ chiaro che all’inizio possono esserci discussioni, però poi le chiacchiere vanno stoppate per concentrarsi sul lavoro».

Nei test invernali Ducati appariva in difficoltà, però poi si è presentata competitiva all’inizio del campionato mondiale Superbike. Che lavoro avete svolto?

«Noi durante i test ci siamo focalizzati nel selezionare il materiale a nostra disposizione e nel capire la direzione da prendere, perché il cambio di regolamento è stato grande. Non abbiamo mai usato una gomma da qualifica per cercare la prestazione pura. Abbiamo cercato di creare un pacchetto definitivo per essere competitivi in campionato. Nei test tutti guardano i tempi, però nessuno sa che lavoro fa un team. I valori dei test si vedono sempre nelle gare poi. V4? Stiamo portando avanti parallelamente lo sviluppo del V2 e del V4. Non abbiamo mollato il bicilindrico, anche se a fine anno andrà in pensione, perché siamo in corsa per vincere un campionato. L’azienda sta facendo un grande sforzo».

Di recente c’è stato un test a Brno. Che indicazioni avete avuto?

«Abbiamo introdotto alcune novità che abbiamo provato, anche se poi non è detto che decideremo di usarle. Si tratta di cose legate all’elettronica e alla ciclistica, abbiamo avuto riscontri positivi. A Brno sono migliorati alcuni aspetti e abbiamo continuano il nostro lavoro di sviluppo».

Melandri dopo Brno si è detto contento di aver fatto passi avanti nel risolvere i problemi di stabilità della sua Ducati. Quali erano le cause? E a che punto siete con la soluzione?

«Siamo molto contenti, anche se poi saranno le gare a dire se avremo risolto completamente i problemi. Comunque non c’è una sola causa, ma sono un insieme di fattori che incidono in questi casi. Abbiamo provato delle cose che hanno dato i frutti sperati, siamo molto positivi e convinti che siamo migliorati. E’ stato difficile per lui, anzi è stato bravo a raccogliere il massimo in quelle condizioni. E’ uno che non molla mai, ora vuole lottare per il podio in tutte le gare. E’ il suo obiettivo e anche il nostro».

Davies in questo momento è il maggiore rivale di Rea. Questo può essere l’anno buono per mettere le mani sul titolo SBK?

«E’ già da 2-3 anni che l’anti-Rea, si sta ripetendo qualcosa di già visto anche se quest’anno il campionato è più equilibrato e non siamo distanti. Bisogna essere concentrati, il nostro obiettivo è battere Johnny. La vediamo un po’ meglio dell’anno scorso, quando arrivammo a Imola con 80 punti di distanza. Chaz può lottare per il titolo, ma anche Melandri. Marco non è tanto distante. Abbiamo carte da giocare con tutti e due, anche se non sarà semplice. Quest’anno vedo Davies più ragionatore. Quando cade è il primo a essere ferito, se ne parla nel box ma lui è consapevole di tutto. Lui è un combattente e senza il suo approccio non avremmo vinto tutte queste gare con la Panigale. Accontentarsi alcune volte paga, ma non bisogna farlo sempre sennò non vinci mai. Chaz mette sempre il 100%, ci mette l’anima».

Sia Melandri che Davies sono in scadenza di contratto. Che strategia avete per il futuro?

«Credo che il nostro pacchetto piloti sia il più forte. Melandri e Davies sono entrambi competitivi, è difficile pensare di cambiare una coppia così. Siamo contenti di entrambi. Cominceremo a parlare nel prossimo mese. Come tutti in scadenza di contratto hanno il diritto e la possibilità di vagliare proposte, come noi lo abbiamo di prendere le nostre decisioni. Però il nostro obiettivo è quello di confermarli entrambi. Non c’è nulla che ci possa far pensare di cambiare».

Nelle gare europee abbiamo visto in pista anche Michael Rinaldi con la Ducati dello junior team di Aruba. Come giudicate le sue prime prestazioni?

«Ha dimostrato di essere veloce. Ad Aragon ha fatto un weekend incredibile, non distante dai migliori. Ha pagato un po’ di inesperienza. In Olanda la scivolata in Gara 1 ha compromesso un po’ anche Gara 2, però venerdì era comunque terzo nelle prove. Il ragazzo merita, ha talento e ovviamente deve crescere. Ha il potenziale per fare qualcosa di buono in futuro. Non abbiamo preso in mano le trattative neppure con lui. Abbiamo investito su di lui, c’è interesse a supportarlo pure in futuro. Però in Superbike oggi non abbiamo ancora impostato i discorsi coi piloti».

Abbiamo visto Fores molto competitivo con la Ducati del team Barni. Come si spiega l’alta competitività dello spagnolo con una squadra privata?

«Con il nuovo regolamento si possono acquistare tutte le parti che hanno i team factory. Se uno vuole comprare la moto di Rea o di Davies può farlo. Il nostro materiale è in vendita. Possono avere una moto che è praticamente quella ufficiale. Noi supportiamo Barni con i nostri ingegneri, poi loro sono sempre stati legati a Ducati. Hanno un pacchetto tecnico di partenza uguale al nostro, basta acquistare il materiale. Poi penso che Fores sia un buon pilota e negli ultimi due anni è cambiato, migliorando molto. Con moto simile alla nostra e pilota bravo è possibile essere competitivi. Chiunque può diventare come Barni, poi la differenza la fanno i tecnici e il pilota. Chi può costruire un pacchetto così può divertirsi. E’ tutto legato alle risorse economiche e tecniche di cui dispone ciascuno. Se ci fossero più team assistiti dalle case, il campionato sarebbe più competitivo anche per i privati».

Che aspettative avete per la gara di casa a Imola?

«E’ la nostra prima gara di casa, essendo Imola vicina a Bologna. Le aspettative sono alte, l’anno scorso abbiamo fatto doppietta con Davies. Ma non bisogna mai sottovalutare nulla. Un anno non è mai uguale all’altro. Ovviamente vogliamo prendere il massimo, però restiamo utili e non sottovalutiamo gli avversari».

 

Matteo Bellan

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