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Jonathan Rea
Jonathan Rea (foto Kawasaki)

Era il favorito e ha vinto proprio lui, Jonathan Rea. Sesta vittoria di manche stamane in Gara 1 in Thailandia per il campione del mondo in carica Superbike. Primo successo in questo 2018.

Il pilota Kawasaki era partito dalla pole position e ha praticamente guidato la corsa dall’inizio alla fine. Solo nelle prime battute c’è stata un po’ di bagarre col compagno Tom Sykes (poi sesto). Al traguardo, comunque, il vantaggio sullo straordinario Xavi Fores è stato di 1″5. Non un dominio evidente. Oltre alla Ducati del team privato Barni, sul podio anche quella della squadra ufficiale Aruba con Chaz Davies. Il gallese nel finale ha avuto la meglio sul buon Leon Camier, a suo agio sulla Honda. La Yamaha occupa quinta e settima posizione con Alex Lowes e Michael van der Mark. Solo ottavo Marco Melandri, che aveva fatto doppietta in Australia.

Superbike, Thailandia 2018: commenti post-Gara 1

Jonathan Rea (1°, Kawasaki): “Ero in testa fin dall’inizio – riporta Speedweek -, ma c’erano alcuni ragazzi molto veloci. Ho pensato che la gara sarebbe stata abbastanza estenuante. Alla fine, mi sono rilassato un po’ e ho guidato il mio ritmo, cosa non facile con questo caldo e con nessun pilota davanti come riferimento. Ho avuto un passo costante e sono riuscito a ottenere un piccolo gap di circa 1,5 secondi. Sono curioso di vedere cosa succede domenica. Rispetto al 2017 ci manca la prestazione del motore. Il mio feeling non è al 100%, però sta migliorando”.

Xavi Fores (2°, Ducati): “E’ un risultato totalmente inaspettato e per questo sono al settimo cielo. Sorpassare Camier è stato difficile e nella lotta ho perso terreno da Rea, ma quando sono rimasto solo sono riuscito a fare il mio ritmo, che era simile a quello di Jhonny. E Questa credo sia stata la chiave: io non sono riuscito a prendere lui, ma gli altri non sono più riusciti a prendere me. Ora ci godiamo il momento, ma pensiamo già a domani per fare un’altra bella gara”.

Chaz Davies (3°, Ducati): “È stata una gara interessante, ma Jonathan era completamente fuori portata. Ho imparato molto di più sulla mia moto. Leon ha guidato una grande gara, ma alla fine sono riuscito a batterlo. Sono molto soddisfatto del posto sul podio. Mi spiace di averlo tolto al mio amico Camier, ma in pista non ci sono amici e non si fanno regali. La nostra scelta di gomme non era ottimale per queste condizioni, quindi dobbiamo tenerlo a mente per la gara di domenica. Possiamo anche migliorare alcuni componenti elettronici, che ci aiuteranno”.

Leon Camier (4°, Honda): “Ho fatto alcuni piccoli errori perché ho cercato di mantenere il ritmo alto – riporta Speedweek – e ho rischiato molto. In alcune zone la nostra moto non era perfetta. Sono stato sorpassato dalla scia, ma non potevo ripassare. Ci mancano un po’ di potenza nel motore e di accelerazione. Sono comunque soddisfatto. Oggi abbiamo ricevuto molto dalla moto, il nostro pacchetto funziona bene. Prima della Superpole abbiamo cambiato qualcosa ed è andata bene. Se troviamo ancora qualcos’altro, in Gara 2 può succedere di tutto”.

Tom Sykes (6°, Kawasaki): “Sono molto deluso dalla gara. Dopo la buona partenza ero in grado di lottare con Rea e mi sentivo molto forte. La moto sembrava funzionare bene, ma dal quinto giro non potevo frenare come ero abituato. È frustrante perché ero competitivo in ogni sessione e la ZX10RR non ha mai mostrato problemi. Dobbiamo tenerlo sotto controllo nella gara di domenica.”.

Marco Melandri (8°, Ducati): “Ogni fine settimana di gara lo stesso problema. Sui rettilinei il motore dalla quarta marcia è estremamente irrequieto, mi scuote la moto. A causa dell’enorme chattering, riesco a malapena a frenare correttamente. È davvero pericoloso e questa cosa mi toglie tre decimi di secondo. Quindi non puoi essere competitivo. Non capisco da dove vengono questi problemi. Questo è estremamente frustrante perché trovare una soluzione è molto difficile”.

 

Matteo Bellan