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Scott Redding (©Getty Images)

Scott Redding ha firmato con Aprilia nel mese di agosto, ma il rapporto con Pramac Racing era decaduto forse già prima. Poco o nulla gli resta del biennio in Ducati dal punto di vista emotivo. Mente e cuore sono da tempo rivolti al nuovo progetto della Casa di Noale.

Dal 2018 prenderà il posto del deludente Sam Lowes andando ad affiancare Aleix Espargaro in sella alla RS-GP. Redding ha corso per quattro stagioni con Marc VDS in Moto2, sfiorando il titolo nel 2013. Un’esperienza che continua a portare tra i suoi ricordi più significativi, al contrario dei due anni con Ducati Pramac: “Mi sono divertito molto qui, l’intera squadra è stata davvero fantastica per me, ma non c’è un attaccamento emotivo come quello che c’era al VDS”, ha ammesso il pilota britannico ad ‘Autosport‘.

Due anni, due diversi capi tecnici [Giacomo Guidotti e Christian Pupulin], mai un vero attaccamento al progetto. “È stato più difficile per i ragazzi mantenere lo spirito – ha detto Scott Redding -. Mi sono unito un po’ di più a un paio di ragazzi, ma onestamente non sono molto legato a loro, sto guardando a cose più grandi e migliori”.

Del resto non è mai stato facile con la Desmosedici 2016, moto ben diversa dalla GP17 del compagno di box Danilo Petrucci. “Mi sento come se fossi stato in una lotta per la maggior parte dell’anno con la moto, con le mani legate dietro la schiena, mentre mi colpivano a sinistra, a destra e al centro… Poi abbiamo recuperato un po’, abbiamo fatto delle belle gare, poi abbiamo faticato di nuovo, poi siamo tornati un po’ indietro e ho faticato parecchio con la moto”.

Quando mancano i risultati, mancano le motivazioni e gli stimoli bisogna cercarli altrove. I migliori risultati di Scott Redding nel 2017 sono stati il ​​settimo posto al debutto stagionale di Losail e a Misano. Ha chiuso il campionato 14esimo, senza raggiungere il suo obiettivo pre-stagionale di essere il miglior pilota su una Ducati GP16, finendo dietro al pilota satellite Alvaro Bautista del team Aspar.