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Marco Melandri
Marco Melandri (foto WorldSBK)

E’ andato il archivio il primo giorno di test Superbike in Australia. La sessione è stata caratterizzata da una buona dose di vento, che certamente ha condizionato i rider.

Sul tracciato di Phillip Island, dove il campionato mondiale scatterà il 23-25 febbraio, è stato Marco Melandri a primeggiare. Il pilota del team Aruba Racing ha messo la sua Panigale R davanti a tutti. Il 35enne di Ravenna si è trovato a suo agio sulla pista australiana, stampando il tempo di 1’30″726. E’ stato l’unico ad andare sotto il muro del 1’31”. Buono anche il passo del 33enne ravennate, che ha lavorato molto su elettronica e set-up. Buon segnale, dopo le difficoltà avute a Portimao. Alcune novità portate da Ducati in Australia probabilmente hanno funzionato.

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Alle spalle di Melandri si sono piazzati i due piloti ufficiali Kawasaki, ovvero Tom Sykes (+0.341) e il campione in carica Jonathan Rea (+0.533). Per entrambi una caduta alla curva 11, ma per fortuna nessuna conseguenza. Il programma di lavoro è stato rallentato da questi due incidenti, però qualcosa andrà sistemato nel team Provec per rimettere le due Kawasaki ZX-10RR davanti a tutti domani nel secondo e ultimo giorno di test SBK a Phillip Island.

Ottima quarta piazza per Leon Camier sulla Honda del team Red Bull, che anche in Australia ha mostrato progressi e che continua ad adoperare la centralina Cosworth, rinviando così l’adozione di quella Magneti Marelli. Il britannico sta tirando fuori il meglio da una moto che l’anno scorso ha faticato molto. Sono 828 i millesimi di ritardo da Melandri oggi. Non pochi, ma comunque la strada intrapresa è quella giusta.

Dietro Camier c’è la prima delle Yamaha, quella di Michael van der Mark. L’olandese, caduto in mattinata, accusa 956 millesimi di gap dal leader di giornata. Si è lavorato molto sul motore e sul passo gara in vista del gran premio. Il compagno Alex Lowes (+1.188) ha chiuso in ottava posizione, effettuando alcuni giri veloci verso la fine del turno. La tra due R1 ci sono la Ducati del team Barni guidata da Xavi Fores (+0.980) e l’Aprilia del team Milwaukee guidata da Eugene Laverty (+1.147).

Chiudono la top 10 Jordi Torres sulla MV Agusta e Chaz Davies con l’altra Ducati ufficiale del team Aruba Racing. Per il gallese vice-campione del mondo Superbike un ritardo da 1″328 rispetto al compagno. Per lui probabilmente ancora qualche acciacco fisico che gli sta impedendo di dare il 100%. I primi fuori dalla top 10 sono Loris Baz (BMW), Lorenzo Savadori (Aprilia) e Toprak Razgatlioglu (team Puccetti Kawasaki). Il turco è il primo di quelli che accusano un gap da oltre 2″ rispetto a Melandri.

Il debuttante colombiano Yonny Hernandez, ex Moto2 e MotoGP, è solo diciannovesimo (+2.809) con la Kawasaki della squadra Pedercini Racing. Un altro esordiente, Patrick Jacobsen, è il fanalino di coda con la Honda del team TripleM. La sua CBR1000RR monta centralina Magneti Marelli, a differenze di quelle della squadra ufficiale Red Bull. Per l’americano un pesante di stacco da oltre 3″6. Lui e la sua squadra devono fare esperienza in Superbike.

Matteo Bellan