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Marco Melandri sbk superbike
Marco Melandri (©Getty Images)

Marco Melandri ha dato spettacolo in Australia nel gran premio di apertura del campionato mondiale Superbike 2018. Il pilota del team Aruba Racing ha portato alla vittoria la Ducati sia in Gara 1 che in Gara 2 a Phillip Island.

Nella prima manche ha avuto la meglio su Tom Sykes per poco più di 1″, mentre nella seconda ha battuto Jonathan Rea in volata. Due Kawasaki sconfitte dal 35enne ravennate, in grande spolvero nella prima corsa del Mondiale SBK. E la competitività della Panigale R è stata dimostrata sia da Chaz Davies (3° in Gara 1 e caduto in Gara 2 mentre era in testa) che da Xavi Fores (4° e 3° in Australia).

SBK, Ducati si confermerà nelle prossime gare?

In molti si domandano se Ducati sarà in grado di ripetersi nelle prossime gare. Se quello di Phillip Island è stato solamente un fuoco di paglia. Se già dalla prossima tappa in Thailandia saranno Kawasaki e Jonathan Rea a riprendere il dominio visto nel 2017. Complicato fare previsioni, ovviamente.

Intanto va detto che a Buriram non ci dovrebbero essere i problemi di gomme visti in Australia nel GP di apertura del campionato SBK 2018. Va detto che imponendo i sensori di pressione eviteremmo di vedere team che tengono valori inferiori a quelli consigliati da Pirelli per trarne vantaggi di grip, mettendo però a rischio la sicurezza. Ma da Aragon saranno previsti controlli più rigidi. Chi non rispetterà la soglia di pressione minima verrà sanzionato. Eviteremo così di vedere il flag-to-flag obbligatorio visto in Gara 2 a Phillip Island, ma anche i crolli degli pneumatici verificatisi su tante moto in Gara 1.

Con una situazione più sotto controllo, le corse dovrebbero svolgersi senza inconvenienti. E allora vedremo quali saranno i valori in pista. Con un Rea pronto a riscattarsi per riprendersi il trono occupato negli ultimi anni e una concorrenza (Ducati in primis) che farà di tutto per detronizzarlo.

Superbike 2018, cosa succederà in Thailandia?

A Buriram il 23-25 marzo vedremo cosa succederà. Marco Melandri e Ducati andranno alla ricerca di conferme dopo l’avvio perfetto in Australia. Il ravennate ha un anno in più di esperienza sulla Panigale R e può fare un campionato WSBK migliore rispetto al 2017. La doppia vittoria di Phillip Island può aiutarlo anche sul piano mentale.

Nel team Aruba Racing c’è delusione per quanto riguarda Chaz Davies, che in Gara 2 è incappato nell’ennesima caduta che caratterizza le sue stagioni e ne ostacola il cammino verso la vittoria del titolo. Il gallese vorrà riscattarsi in Thailandia, dove l’anno scorso conquistò un 2° e un 6° posto. Voglia di riscatto ci sarà anche in casa Kawasaki, dove Tom Sykes e Jonathan Rea si aspettavano di fare meglio in Australia.

Ducati (ci mettiamo anche Xavi Fores del team Barni) e Kawasaki saranno sicure protagoniste a Buriram. Ma occhio anche alle altre marche. Certamente Yamaha vorrà giocare un ruolo da protagonista e prendersi i primi podi di una stagione che sulla carta dovrebbe consacrarla come forza in grado di lottare per il titolo SBK. A Phillip Island le cose non hanno funzionato al meglio, però Alex Lowes e Michael van der Mark saranno molto determinati.

Vedremo se saranno confermati i miglioramenti della Honda, che grazie a un grande lavoro del team Red Bull WorldSBK e a un bravo pilota come Leon Camier sembra uscita dal tunnel delle passate stagioni. Non sono ancora a livelli top, però le prestazioni sono incoraggianti per il futuro. E attenzione anche ad Aprilia, che con Eugene Laverty in Australia è crollata in Gara 1 per via dei problemi alle gomme e in Gara 2 per una caduta del nord-irlandese mentre era in testa. Il team Milwaukee ritroverà pure Lorenzo Savadori, infortunatosi nella Superpole di Phillip Island.

 

Matteo Bellan

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