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Jonathan Rea
Jonathan Rea (©Getty Images)

Jonathan Rea nel 2018 andrà alla caccia del quarto titolo mondiale SBK consecutivo. Già averne vinti tre di fila è stato un record. Arrivare a quattro ritoccherebbe questo primato, portandolo anche a raggiungere il leggendario Carl Fogarty, leader per mondiali conquistati.

Il binomio composto dal 30enne nord-irlandese e dalla Kawasaki è stato praticamente imbattibile in questi anni. Agli avversari sono rimaste le briciole da spartirsi. C’è curiosità di vedere se il trono di ‘re Johnny’ potrà essere messo in discussione nel 2018, con un regolamento che già dal via ha imposto dei tagli ai giri dei motori e che può portarne altri se una moto dovesse eccessivamente dominare. Una regola che a Rea non piace ed è risaputo.

Jonathan Rea, gli inizi e le vittorie in SBK con Kawasaki

Jonathan Rea ha rilasciato una lunga e interessante intervista a The Guardian, parlando di tanti argomenti. E’ partito da quando era giovanissimo, fino ad arrivare al presente e al futuro.

Il pilota Kawasaki ricorda di aver rischiato di non correre più, quando nel 2004 ebbe il momento più difficile di sempre: “Guidavo una 125, ma ero troppo grande e pesavo troppo per quella moto. Così ho colto l’opportunità di correre con Honda in Supersport. Mi trovavo bene, ma dopo sei gare mi sono rotto il femore. L’ho rotto così male che i dottori mi hanno detto che non avrei più potuto correre. Ci sono volute quattro operazioni per sistemare la gamba. I medici continuano a dire che non avrei corso, però ciò mi motivava e sono tornato in sella in otto mesi”.

L’inizio di carriera di Rea è legato soprattutto alla Honda. Con la casa di Tokio ha esordito nel campionato mondiale Superbike dal 2009 al 2014. Buoni risultati, ma non poteva vincere il titolo: “Ho avuto grande supporto da Honda, ma la moto non era tra le migliori della categoria. Quando le stelle si allineavano, potevo anche vincere delle gare. Ne ho vinte 14, però non sono mai stato un contendente per il titolo. Così quando ho potuto andare in Kawasaki ero pronto per vincere, avevo esperienza e correvo con una moto vincente”.

La svolta è stata proprio il passaggio dalla Honda alla Kawasaki nel 2014. Da quel momento è iniziato il suo dominio in SBK con tre titolo stravinti: “Questo è stato il più divertente e il più dominante. Sono felice e orgoglioso”.

SBK, Jonathan Rea e la MotoGP

Rea ha un contratto che scade a fine 2018, come quello di tutti i top rider MotoGP. Molti si domandano se andrà nella classe regina. Lui replica: “Sarebbe una fine fiabesca andare in MotoGP con la Kawasaki, ma è improbabile. C’erano state voci sulla Suzuki, perché Iannone stava lottando e sembrava che potessi sostituirlo. Mi ha divertito leggerlo”.

A Jonathan piacerebbe andare in MotoGP con Kawasaki, che però non sembra voler tornare nella classe regina del Motomondiale. Lui lì ha già corso due gare, tra l’altro. E’ successo nel 2012, quando sostituì Casey Stoner nel team ufficiale Honda. Ricorda così: “Ho finito settimo e ottavo, mi sono divertito. E’ l’apice delle gare motociclistiche e sono passato quasi inosservato, specialmente considerando che stavo correndo in Superbike e con gomme molto diverse”.

Rea nei test post-campionato 2016 e 2017 a Jerez ha fatto tempi grandiosi, mettendosi dietro tanti piloti MotoGP. In merito dice: “Sono stato in testa ed è stato molto bello. Una parte di me vuole restare davvero con Kawasaki anche dopo il prossimo anno perché vengo trattato molto bene. Ma penso anche che ho guidato con i ragazzi della MotoGP a Jerez. Hanno una moto che ha 50 cavalli in più e pesa 15 chili in meno, ma sono andato alla stessa velocità. Quindi qualcosa dentro di me vuole mettersi alla prova nelle stesse condizioni”.

Jonathan Rea in MotoGP a una condizione

Il 30enne nato a Ballymena nel 2018 vuole vincere il quarto titolo WSBK. Poi valuterà se andare in MotoGP. Ciò in base alle offerte che arriveranno. Se deve fare il grande salto, vuole farlo con una moto competitiva. Non gli interessa fare da comparsa con un mezzo che non gli consenta di dare il massimo. Altrimenti resterà in Kawasaki e proverà a vincere altri titoli mondiali Superbike.

Rea non nasconde che l’idea di andare nella top class lo stimoli: “Sarei emozionato, sarebbe una possibilità. Dovizioso a 31 anni ha fatto la sua stagione più incredibile, Valentino Rossi a 38 anni è ancora davanti. La mentalità della MotoGP sta cambiando. Un tempo volevano solo giovani, adesso serve l’esperienza. Quindi forse è il mio momento”.

 

Matteo Bellan