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Marc Marquez a Valencia (©Getty Images)

Sei titoli mondiali, 24 anni, 35 vittorie in cinque stagioni MotoGP. Marc Marquez è già leggenda, ma forse non è neppure al giro di boa della sua carriera. Può battere i record di Valentino Rossi, sa macinare vittoria su vittoria, tanto che persino il pluripremiato Giacomo Agostini inizia a preoccuparsi.

Non ci sono parole per descrivere El Cabroncito, basterebbe solo guardare il suo modo di guidare, di azzardare il limite, anche quando basterebbe solo difendersi e conservare come a Valencia. Un campione equilibrista che sfrutta le prove libere per saggiare il confine del possibile, inebriarsi e ritornare super uomo in gara. Un processo osmotico-alchemico degno dei fuoriclasse, dei maghi della pista, di chi si muove sul filo del rasoio per una questione genetica.

La ciliegina sulla torta del sesto mondiale non è tanto il podio conquistato a Valencia, ma quel salvataggio in extremis a sette giri dal traguardo. Era in terza marcia, a 160 chilometri l’ora e con un angolo di inclinazione di 64 gradi. Ha messo “le quattro ruote sull’asfalto”, per risollevare la sua Honda una volta che la ruota anteriore aveva perso aderenza. Non è certo il primo mega salvataggio della sua carriera, ma quello che più resterà nella storia. “Si può dire che questo gomito mi ha fatto vincere il campionato, il Márquez-style fino alla fine”, ha scherzato Marc Marquez. “Dopo ventisette cadute in questa stagione penso di aver imparato qualcosa! Quando ho perso l’anteriore non ho voluto lasciare in alcun modo la moto perché ero consapevole che se fossi riuscito ad arrivare nella ghiaia aggrappato alla Honda sarei riuscito a tornare in pista”.

La stagione 2017 non era nata sotto una buona stella. Nelle prime gare mancava il feeling con l’anteriore, poi il nuovo pneumatico Michelin, un cambio di mentalità e un telaio differente provato nel test di Montmelò hanno migliorato le sensazioni in sella alla sua RC213V. Parte del merito va all’ambiente che lo circonda, rimasto quasi invariato da dieci anni a questa parte. “Quest’anno ho avuto molto stress. Non volevo confessarlo, ma durante l’anno ho persino perso i capelli – ha confessato Marc Marquez -. Dopo Montmeló il mio parrucchiere mi ha detto che stavo perdendo i capelli… Sono sempre sorridente, ma la tensione c’è. La cosa buona è che quando hai una squadra così valida ti aiuta. Tutto è più facile”.

Saranno giorni di festeggiamenti in Spagna e nella sua amata Cervera, ma domani è già tempo di concentrarsi sul futuro, con l’avvio dei primi test invernali 2018. Un giovanissimo sei volte campione del mondo non può che pensare al prossimo titolo, ma con l’umiltà di non dover rincorrere nessun record. “Non voglio pensare ai numeri. Sono in un sogno e voglio continuare a sognare. Ho 24 anni e questo è il mondo che ho sognato fin da quando ne avevo 5. Tutto è molto bello nella mia vita – ha concluso il sei volte iridato -, quindi voglio solo continuare a divertirmi”.

Luigi Ciamburro

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