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Michele Pirro (©Getty Images)

Il Motomondiale 2018 sarà costituito per la prima volta da 19 gare e i test tra un week-end e l’altro saranno ancora più stressanti per i piloti, considerando che non si potrà scendere in pista durante la pausa estiva (dal 16 luglio al 2 agosto).

Diventa indispensabile più che mai il lavoro dei collaudatori, visto che i piloti ufficiali preferiscono testare il meno possibile tra una gara e l’altra. I team, Ducati in testa, si sono attrezzati al meglio per affrontare lo sviluppo della Desmosedici nel corso della stagione, affidandosi a due tester d’eccezione come Michele Pirro e Casey Stoner.

Il pilota pugliese, dal 2013 al servizio di Borgo Panigale, nel 2017 ha partecipato a tre gare in veste di wild card (al Mugello, a Misano e a Valencia), per semplificare il lavoro di Andrea Dovizioso, impegnato nella corsa mondiale, e Jorge Lorenzo, alle prese con una moto totalmente nuova per il suo stile di guida.

I miei compiti sono diversi da quelli di un pilota normale – ha spiegato a Motogp.com -. Eseguo test con la nuova moto o nuove parti prima di loro. Se i tempi sul giro sono buoni e la mia sensazione è positiva, il materiale passa poi ai piloti ufficiali”. Un lavoro tutt’altro che facile e che richiede una buona dose di responsabilità sulle proprie spalle. “È difficile concentrarsi per otto ore, è importante rimanere costanti nelle molte ore in cui cerco di spingere continuamente”, ha spiegato Michele Pirro. Dal 2013 ad oggi il tester ha completato 31 gare, la maggior parte delle quali in sostituzione di un pilota Ducati infortunato.

Mika Kallio collaudatore KTM

Un ruolo ancor più fondamentale rivestono i collaudatori di quei team che non possono contare su una squadra satellite. E’ l’esempio di Mika Kallio, tester KTM, che l’anno scorso ha gareggiato in quattro GP e nel 2018 la sua presenza è prevista in ben cinque round.

Siamo un po’ indietro, c’è la necessità di sviluppare intensamente in breve tempo se vogliamo recuperare il ritardo con gli altri produttori ed è estremamente importante avere una buona prova di squadra con buoni ingegneri e meccanici – ha spiegato Kallio -. Do i miei commenti e loro decidono da che parte andare”.

In precedenza, i test venivano completati da piloti nettamente più lenti, mentre nella scorsa stagione Bradley Smith ha dovuto faticare per fare meglio di Mika Kallio. “Devi essere veloce, se non spingi al limite, non puoi dire nulla al riguardo, devi essere vicino al livello dei piloti regolari, è molto importante, ovviamente, aver acquisito esperienza con molte moto diverse prima. Se vuoi essere un collaudatore devi essere preparato a fare molti chilometri e sono convinto di aver percorso molti più chilometri rispetto ai piloti regolari”.

Sylvain Guintoli e Suzuki

Il francese è stato chiamato a sostituire Alex Rins nel 2017 in tre Gran Premi e sta lavorando attualmente allo sviluppo della GSX-RR. “La stagione è molto stressante per il pilota regolare. Ci sono molte gare. E’ meglio se possono contare su qualcuno”, spiega l’ex campione di SBK.

Dall’inizio della sua carriera Sylvain Guintoli può vantare di aver guidato diverse marche e molti circuiti. “L’esperienza è importante, bisogna conoscere i tracciati per essere subito veloce oltre a conoscere bene la moto”, ha spiegato a Motogp.com. “Il mio obiettivo è quello di aiutare i piloti regolari a migliorare il materiale. E’ una grande soddisfazione per me”.