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Danilo Petrucci
Danilo Petrucci (©Getty Images)

Danilo Petrucci è stato protagonista di campionato MotoGP 2017 tutto sommato positivo. Ha conquistato quattro podi (Mugello, Assen, Misano e Motegi) e chiuso all’ottavo posto della classifica generale.

Avrebbe potuto fare anche meglio senza i cinque ritiri e due gare disastrose come quelle di Aragon e Phillip Island. Anche nel 2018 correrà con il team Octo Pramac e gli verrà consegnata una Ducati ufficiale, la GP18 che guideranno anche Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo. Ovviamente il suo lavoro sarà importante anche per lo sviluppo. Il suo compagno sarà Jack Miller, giovane molto motivato.

MotoGP, Danilo Petrucci a ‘Tutti Convocati’

Danilo Petrucci oggi è intervenuto a ‘Tutti Convocati’ su Radio24 ed ha affrontato più temi. Si parla del suo stile di guida, parecchio aggressivo e che finisce per consumare troppo le gomme: “Ho uno stile ancora un po’ ruspante. Per fare l’ultimo step decisivo e fare la differenza tutte le gare devo un po’ lasciar da parte l’istinto e calmarmi. Poi se c’è da rischiare qualcosa sono sempre pronto. Devo anche diventare un po’ più tecnico”.

Gli viene fatto notare che guadagna 50 volte meno di Jorge Lorenzo ed è arrivato poco dietro di lui in classifica: “Tutti abbiamo voglia di vincere, ciò va al di là di quanto guadagni e quanto sei famoso. A me comunque ha dato gusto quando l’ho messo dietro”.

Petrucci è stato ad un passo dalla vittoria, ma gli è sempre mancato qualcosa. In merito alla ricerca del successo ha spiegato: “L’anno scorso sono arrivato vicino a vincere, però non è mai stata un’ossessione. L’importante è essere capaci di stare lì nei 4-5, poi devi trovarti al momento giusto nel posto giusto. Ad Assen ho perso per un doppiato. Ho capito cosa serve fare. Devo essere più metodico e meno passionale nella guida. Nei primi test dovremmo partire con le cose uguali, poi è probabile che avranno qualcosa per gli ufficiali”.

MotoGP, Petrucci parla di Rossi e Marquez

Petrucci parla poi del campionato MotoGP 2018 che ci dobbiamo aspettare: “Per me Yamaha ci sarà. All’inizio della scorsa stagione Vinales sembrava imbattibile, poi non si sa cosa sia successo. Secondo me Rossi e Vinales sono una coppia fortissima, anche se Marquez ha qualcosa di più. Marc non ha paura di rischiare, l’anno scorso è stato forte e impressionante. Nonostante Dovizioso fosse sempre lì, ogni volta ha provato a dargli lo strappo anche quando non serviva. Lo vedo come favorito, però non levo nulla agli altri top rider. Ci saranno Marquez, Dovizioso, Rossi, Vinales, Pedrosa e anche Lorenzo. Jorge ora ha più la moto in mano. E vorrei starci anche io con loro qualche volta”.

A Danilo viene chiesto se gode di più a battere Valentino Rossi o Marc Marquez: “Forse Marquez, anche perché di età siamo più vicini e mi sa che è un problema che mi porterò avanti tutta la vita (ride, ndr). Valentino tra un po’ smetterà, il suo l’ha dato”.

E a proposito di Rossi, viene interpellato sul fatto che il ‘Dottore’ sia ancora un pilota vincente a 38 anni (quasi 39): “Secondo me sì. Non so cosa abbia di più e gli si scateni dentro in gara. Nelle prove lo vediamo un po’ in difficoltà, poi la domenica è lì tra i primi. Ha quasi 39 anni e una passione incredibile, ha gusto nello salire in moto e mettersela a posto. Questa vita da piloti è dura, anche se siamo fortunati. Lui invece l’ha sempre interpretata come la cosa più bella e divertente che si potesse fare. Questo gli ha permesso di correre ed essere competitivo in questi anni. Non so se potremo vedere qualcosa di simile in futuro. Credo che nessuno lo avrebbe fatto dopo essere stato in Ducati e aver preso molti soldi, rimettendosi in gioco con la moto del campione del mondo per vedere se fosse ancora capace. Al di là delle simpatie, io apprezzo che Valentino non si sia mai tirato indietro soprattutto dopo gli anni in Ducati”.

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Matteo Bellan