CONDIVIDI
Jorge Lorenzo (©Getty Images)

Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo hanno due stili di guida differenti, tant’è che lo spagnolo ha utilizzato la carena aerodinamica da metà stagione, mentre il forlivese ha optato per la Desmosedici in versione “tradizionale”.

Il Dovi è riuscito a contendere il titolo mondiale a Marc Marquez fino all’ultima gara, forte di sei vittorie e due podi stagionali. Un secondo posto che vale il titolo di vicecampione del mondo, tanto da poter vantare di avere una moto nettamente migliore alla Yamaha M1, accreditandosi come seconda forza del Motomondiale.

Ma i tecnici di Borgo Panigale non sembrano intenzionati a seguire un doppio sviluppo per la GP18, con due telai differenti, come potevano lasciar intendere le parole di Cristian Gabarrini: “Non è un problema andare in due direzioni. Sicuramente è uno sforzo in più per la fabbrica, ma il positivo è che puoi imparare di più perché puoi prendere cose positive da entrambe le direzioni”.

Paolo Ciabatti ha smentito questa ipotesi: “Non ci saranno due telai,è vero infatti che Jorge ha maggiore difficoltà ad ottenere una buona velocità di inserimento e di percorrenza di curva una volta lasciati i freni, ma questo è un problema anche per Andrea che è più aggressivo in questa fase – ha detto al ‘Corriere dello Sport’ -. Ogni miglioramento porterà benefici ad entrambi, e il nuovo telaio avrà sufficienti possibilità di regolazioni per permetterlo. La GP18 non copierà la Honda, e non è stata stravolta ma semplicemente evoluta”.

Inoltre Ducati, alle prese con il rinnovo di contratto del Dovi, sta attendendo delucidazioni sulla carena aerodinamica mostrata dalla Yamaha a Valencia, considerata troppo spregiudicata e non accettabile dal regolamento. “Aspettiamo con ansia chiarificazione sull’aerodinamica – ha sottolineato Paolo Ciabatti -, perché se la Yamaha si presenterà con quella vista a Valencia dovremo ristudiare la nostra per ottenere una carenatura più stretta”.