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Paolo Beltramo
Paolo Beltramo (©Getty Images)

Paolo Beltramo scrive le pagelle del GP di Austin. Marquez conferma di essere il padrone del COTA, Valentino Rossi approfitta per balzare in testa al Mondiale, mentre Vinales ritorna sulla terraferma. In casa Ducati c’è invece ben poco da sorridere.

Rispettati i pronostici pro-Marquez, complice anche la caduta di Maverick al secondo giro che ha dato via libera al campione in carica. Solo lui avrebbe potuto mettere i bastoni tra le ruote al pilota Honda. Alle sue spalle se la sono giocata Pedrosa e Valentino. Alla fine è il Dottore ad avere la meglio, dimostrando di avere ancora stoffa da vendere.

“Ancora una volta, alla sua 351esima gara nel mondiale, VR46 ha colpito – ha commentato Paolone Beltramo sul portale Redbull.it -. Terzo in prova, secondo in gara dopo aver tenuto a bada e poi battuto Dani Pedrosa con la seconda Honda HRC. E grazie anche alla caduta di Viñales è primo in classifica mondiale: sta prendendo le misure della sua Yamaha M1, ci crede sempre di più, la conosce e la guida ogni volta meglio”.

Il sogno del decimo titolo mondiale è a portata di mano, nonostante l’iter sia ancora lungo e ostico. “Insomma la “decima” è sempre lì: come un sogno. Realizzabile. Ed è questo il miracolo, l’incredibile. Conta poco che ce la faccia o no – ha sottolineato l’inviato -: da 22 anni ci dimostra che può riuscirci. Cosa volete di più? Lo spirito della velocità incarnato”.

Capitolo Ducati

Tutto da rifare in casa Ducati che non riesce a trovare la dritta dopo il podio del Dovi in Qatar. Cominciano a risuonare i campanelli d’allarme a Borgo Panigale. La sensazione è che per quest’anno sarà difficile vincere una gara se non ci sarà una decisa sterzata tecnica. “Non sembrava lei, la moto che in Qatar si è giocata il successo, la moto che con l’acquisto di Jorge Lorenzo doveva puntare altissimo. Invece ad Austin è arrivata una gara opaca per Andrea Dovizioso e un decimo posto finale per JL99 che lo rincuora un po’ dopo i due disastri iniziali, ma insomma ci sono evidenti problemi”.

La filosofia Ducati sembra basata troppo sulla potenza. Servirebbe una GP17 più facile da guidare e più agile in curva. D’altronde lo stesso Jorge Lorenzo ha lamentato difficoltà, mentre Dovizioso sembra pensare già al futuro… “Il motore è potente ma non basta. Forse è ora di lavorare su guidabilità, consumo gomme, minor fisicità. Insomma la filosofia Ducati deve diventare più ampia. Tanto, ammesso pure che Stoner riuscirebbe a farci faville l’australiano non c’è. Quindi – ha concluso Paolo Beltramo – tocca fare una moto che guidino anche gli altri”.