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Circuito di Austin
Circuit of the Americas

Il Motomondiale fa tappa ad Austin, nel Circuito delle Americhe. Ma si apre il caso buche

Gli ultimi lavori sull’asfalto del Circuit of the Americas preoccupano i piloti della MotoGP. Dal suo ingresso nel calendario nel 2013, il COTA (Circuit Of The Americas) ha ricevuto molte critiche dai piloti delle tre categorie (soprattutto in MotoGP) per i dossi che presenta lungo i suoi 5,5 chilometri. L’anno scorso erano già giunte numerose critiche, specialmente da parte di Dani Pedrosa che ha paragonato una sezione del circuito di Austin piena di buche a quello di un qualsiasi circuito per fare supercross. Il pilota della Honda aveva dichiarato: “È un circuito da rivedere, ci sono buche enorme. Esistono due punti veramente critici, non danno affatto un buon feeling, ce n’è uno enorme sulla linea di frenata della curva 1, ce n’è un altro grosso prima della curva 6. Alla curva 10, quando scendi, c’è molto, e poi il rettilineo posteriore, quando giriamo a sinistra, c’è una sezione sconnessa come nel Supercross”. La domanda che tutti si pongono è perché ci sono questi problemi per un circuito che è stato inaugurato nel 2012.

Motomondiale, perché Austin è pieno di buche?

A quanto pare il problema non è nell’asfalto, ma nello strato inferiore, cioè nel terreno su cui si trova. Questa zona degli Stati Uniti ha uno strato di argilla nera sotto noto come ‘gumbo nero’ che crea numerosi problemi per chi si occupa della manutenzione stradale. Sono numerosi gli interventi per riparare i danni causati da questo strato. L’asfalto della COTA non è estraneo a questo “gumbo nero“, quindi anno dopo anno le buche sono sempre più evidenti a causa del movimento della terra. Per cercare di alleviare queste irregolarità, l’organizzazione del circuito ha scelto alcuni mesi fa di applicare la stessa soluzione utilizzata dai servizi di manutenzione stradale, cioè levigando la superficie con macchinari pesanti per livellare la pista. Il problema è che questa procedura viene portata avanti sullo strato superiore dell’asfalto, lasciando in vista un secondo strato molto più abrasivo con le gomme, oltre a segnare un solco in linea retta che trasmette una strana sensazione ai piloti. È chiaro che la questione verrà discussa domani alla riunione della Commissione sulla sicurezza, dopo che i piloti hanno avuto l’opportunità girare sulla pista. Nel caso in cui il degrado degli pneumatici sia maggiore del previsto, non si può escludere una possibile mescola di emergenza extra-dura da parte della Michelin, o addirittura una gara con cambio pneumatico obbligatorio.