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Valentino Rossi (© Getty Images)
Valentino Rossi (© Getty Images)

 

Valentino Rossi comincia a fare i conti con la realtà, per quanto dura questa possa essere. Mettendo una pietra sopra al burrascoso finale di stagione 2015, e volgendo finalmente lo sguardo al futuro. Il primo passo è stato l’annuncio del ritiro del ricorso al TAS, di cui le autorità di Losanna hanno subito preso atto.

Con questo gesto, il Dottore riconosce di fatto le scorrettezze di cui è stato accusato dopo il GP della Malesia: la riduzione della velocità di marcia, la variazione della sua traiettoria e il tentativo di buttare fuori pista il rivale catalano Marc Marquez.

 

La strategia del Dottore

Va da sé che, da ieri pomeriggio, l’intero mondo della MotoGP si sta interrogando sulle motivazioni – reali o presunte – che hanno indotto Valentino Rossi a prendere questa importante decisione. Paco Sánchez, avvocato e rappresentante di vari piloti del Motomondiale, ha pochi dubbi al riguardo. “In realtà Rossi ha fatto ricorso sperando in una misura cautelare che gli consentisse di non partire dall’ultimo posto a Valencia”, racconta ai colleghi di Marca.com, ed “era logico che il TAS, per evitare rogne, avrebbe accettato il ricorso”.

Detto questo, le possibilità di una vittoria “d’ufficio” del Campionato erano nulle. “Non si poteva sperare in una decisione con effetto retroattivo… insomma, le corse non si possono cancellare. Il titolo era già segnato nel momento stesso in cui si è disputata la corsa di Valencia”.

Resta il fatto che, se il TAS gli avesse dato ragione in sede di ricorso, il Dottore avrebbe potuto denunciare la FIM e la Dorna, chiedendo un risarcimento dei danni subìti. Ma la giustizia, si sa, è piena di incognite. E sarebbe proprio questo il motivo per cui Valentino ha deciso di fare un passo indietro e mettere la parola fine all’intera vicenda. E’ anche un modo, a ben vedere, di far “pace” con l’organismo federativo e gli organizzatori del MotoGP. “Non aveva nulla da guadagnare – fa notare ancora l’avvocato spagnolo – . Era assai improbabile che vedesse riconosciute le proprie ragioni, anche nell’ipotesi in cui il ricorso fosse stato accolto”.

La speranza del nove volte campione del mondo, a questo punto, è quello di non accumulare ulteriori sanzioni nel corso delle prima gare della prossima stagione. Il regolamento parla infatti chiaro: “I ‘punti penalità’ […] sono cumulativi e scadono dopo un periodo di 365 giorni a decorrere
dalla data in cui sono stati inflitti”. Le sue penalità saranno dunque azzerate solo il 12 settembre 2016. Se nel corso della prossima stagione gli ricapitasse l’occasione di “vendicarsi” nei confronti di Marquez, dunque, dovrà pensarci molto bene…