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Matteo Flamigni
Matteo Flamigni (©Getty Images)

Il Gran Premio di Jerez rappresenta il primo vero banco di prova per Valentino Rossi e la sua Yamaha YZR-M1. Il circuito di Jerez è alquanto favorevole alle caratteristiche della moto di Iwata, ma nella scorsa stagione il poco grip è stato un autentico tallone d’Achille per i due piloti ufficiali.

Quest’anno il tracciato andaluso presenta un nuovo asfalto e la nuova M1 dovrebbe aver fatto passi avanti in tal senso, pur non avendo ancora dati a disposizione, in quanto lo scorso novembre la Yamaha ha preferito girare a Sepang anzichè qui a Jerez nell’ultimo test del 2017. “Speriamo che il nuovo asfalto ci dia qualcosa in più, anche perchè l’anno scorso abbiamo sofferto il poco grip a disposizione, soprattutto all’anteriore – ha spiegato Matteo Flamigni, telemetrista di Valentino Rossi, ai microfoni di Sky Sport -. Non abbiamo provato a novembre, quindi non sappiamo quale livello di grip che troveremo, ma chi ha provato ha riscontrato un notevole miglioramento per cui speriamo giochi a nostro favore”.

Problema grip ed elettronica per Valentino Rossi

I problemi della scorsa stagione sono risolti solo in parte. Fino a che punto lo diranno i risultati delle prossime gare europee. “La nostra moto soffre tantissimo quando c’è poco grip, l’anno scorso nelle gare iniziali avevamo trovato un buon bilanciamento e un buon grip. Successivamente abbiamo trovato piste con poco grip e questo un po’ ha fatto alzare il livello di allarme in casa Yamaha, perchè con poco grip la nostra moto soffre tantissimo. Da metà campionato in poi è iniziato un lavoro che ha portato alla realizzazione di questa moto – ha aggiunto l’ingegnere romagnolo -, vediamo qui con il nuovo asfalto quale sarà il nostro livello. Le prossime due o tre gare saranno molto importanti per capire il livello attuale”.

Una soluzione ai problemi di elettronica ancora non è stata trovata, si procede per tentativi e non sempre è possibile fare passi avanti. “Sull’elettronica la concorrenza è più avanti di noi, stiamo sperimentando strade nuove e non sempre portano i risultati voluti, dobbiamo tornare indietro e continuare con le cose che già conosciamo. Dobbiamo migliorare, la concorrenza in pista ha un comportamento diverso dalla nostra moto. Sappiamo dove intervenire – ha concluso Matteo Flamigni -, bisogna capire come”.