CONDIVIDI
Maverick Vinales e Valentino Rossi (©Getty Images)

Maverick Vinales non può essere soddisfatto di questa sua prima stagione in Yamaha. Dopo i test invernali da 110 e lode e un inizio di campionato da fenomeno, la Yamaha M1 ha subito un crollo inspiegabile, finendo sotto i colpi delle gomme e di un telaio mai definito.

Lo sviluppo della moto ha subito una fase altalenante, prima sotto l’egida del neo arrivato, poi tra le mani del più esperto Valentino Rossi. Al termine della stagione la YZR-M1 non ha una sua anima e ripresenta sempre i soliti problemi al posteriore, soffrendo drammaticamente sulle piste con scarso grip e sul bagnato. Il trittico orientale ha messo fine alla corsa iridata e al titolo di vice-campione come premio di consolazione, ma ha messo in evidenza i tanti difetti e i pochi pregi di una moto lungi dall’essere competitiva.

“Il Campionato è quasi finito, quindi dobbiamo rilassarci un po’, pensare e imparare dal 2017. E’ molto importante per non ripetere gli stessi errori”, ha commentato Maverick Vinales dopo il GP di Sepang. “Sarà molto importante capire quest’anno, controllare molto bene tutti i dettagli, tutti i cambiamenti che abbiamo fatto, tutto. Quando abbiamo fatto gli errori, e quello che abbiamo fatto bene, perché non dobbiamo dimenticare che la prima metà della stagione è stata davvero buona”.

Le soluzioni per il 2018

Da giorni incalza l’ipotesi di affidare una terza moto ufficiale a Johann Zarco, per raccogliere più dati utili e avere un pretendente in più per il podio. Quest’anno il rookie francese ha solo evidenziato come la moto 2016 fosse migliore su alcuni circuiti, ma non ha potuto offrire informazioni utili ai piloti ufficiali. “Sicuramente Zarco avrebbe avuto più problemi con la moto attuale. Tuttavia, è sempre positivo avere più moto in pista e penso che abbia già dimostrato che è in grado di fornire informazioni utili”, ha aggiunto Maverick Vinales. “Speriamo di avere ulteriori informazioni il prossimo anno su quello che cerchiamo dalla moto. E’ sempre meglio avere tre moto, che solamente due”.

Fatto sta che la casa di Iwata non sembra partire con il piede giusto in ottica 2018. Il primo problema da risolvere è l’usura prematura del pneumatico posteriore. Valencia è uno di quei tracciati che mette in risalto questa pecca e tra week-end di gara e giornate di test Yamaha ha a disposizione cinque giorni per trovare un punto fermo e fiutare la strada da seguire. Ma la moto del 2018 non sarà pronta prima del nuovo anno. “Non credo che la versione 2018 sarà vista a Valencia e non so se ce l’avremo per le prove private di Sepang alla fine di novembre – ha chiarito Valentino Rossi -. Lo faremo sicuramente per i test di febbraio del prossimo anno”.

Luigi Ciamburro