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Valentino Rossi
Getty Images

MotoGP Aragon, Valentino Rossi: “Speriamo che la gara finisca presto”

Quando si pensa di aver raggiunto il punto più basso c’è sempre da ricredersi in questa fase di crisi Yamaha. Valentino Rossi partirà 17° anzichè 18° per via della penalizzazione inflitta a Franco Morbidelli, ma la situazione è alquanto disastrosa.

Grande conferenza stampa quella di Valentino Rossi, che ha affrontato i giornalisti in uno dei peggiori giorni della sua intera carriera. “Abbiamo modificato molto la moto perché, anche se venerdì eravamo tra i primi dieci, non ero soddisfatto del ritmo. Le gomme sono scivolate troppo ed è per questo che abbiamo apportato tante modifiche, ma stamattina eravamo già molto lenti e nell’attacco del tempo abbiamo fallito. Nella FP4 abbiamo provato a modificare nuovamente la moto e ancora una volta non ci siamo riusciti. Giro dopo giro non sono riuscito a essere veloce. In Q1 ho aspettato di poter fare un buon giro, perché sapevo che se così non fosse, non sarebbe stato possibile andare alla Q2 e non siamo stati in grado di farlo”.

Valentino Rossi e il silenzio di Iwata

Stamane cercherà di aggiustare il tiro nel warm-up, consapevole che la moto di Maverick Vinales è riuscita a fare meglio, o quantomeno ad entrare nella Q2. Yamaha ha già chiesto scusa in passato. Qual è il prossimo passo? “È molto difficile da capire perché non sappiamo molto della realtà. Non sappiamo cosa accadrà in futuro con il nuovo progetto. Speriamo che facciano qualcosa per cercare di migliorare la moto, perché abbiamo molti problemi. In circuiti come questo è difficile per me e per Yamaha, perché soffriamo molto. È difficile per tutti lavorare così, per i piloti, che hanno bisogno di sentirsi ispirati alla moto per dare il meglio e per il resto della squadra. Ma penso che i ragazzi abbiano lavorato molto duramente per l’FP4, riparando la moto dopo l’incidente”. Difficile trovare le motivazioni dopo risultati simili, eppure Valentino Rossi cerca di smorzare la rabbia con l’ironia: “È Aragón e sono vicino a domenica sera. Devi cercare di rendere la gara più veloce in modo che termini prima perché, come stiamo, penso che avremo 30 secondi”.

Sarebbe necessario un qualche tipo di connessione tra la fabbrica e il per migliorare la comunicazione e i risultati finali. Ma la filosofia giapponese sembra lasciare poco spazio al dialogo. “Non c’è nessuno che ti spieghi cosa fanno in Giappone. Sono sempre in dubbio su ciò che fanno o non fanno. È un po’ difficile, ma quando arrivano funziona, anche se ora, sinceramente, non so quale sia il progetto e abbiamo parlato dello stesso problema da molto tempo e alla fine la moto è sempre questa”. Nulla da recriminare al lavoro nel box, i problemi sono di natura tecnica: “Nella nostra squadra, tutto ciò che accade sulle gare penso che funziona abbastanza bene, perché penso che sia Silvano (Galbusera) e Ramon (Forcada) o tutti i meccanici hanno una grande esperienza e sono tutti bravi. Dal mio punto di vista, il team funziona bene, il problema è quello su cui devi lavorare. L’ hardware è il problema e abbiamo bisogno di aiuto dal Giappone… ma la situazione è molto difficile e non sarà facile recuperarla”.

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