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Circuito di Buriram (photo Facebook)

Sarà una settimana all’insegna del Motomondiale, con Moto2 e Moto3 che scenderanno in pista a Jerez dal 12 al 14 febbraio, seguite dalla MotoGP impegnata sul nuovo tracciato di Buriram (Thailandia) dal 16 al 18 febbraio. Dopo l’esordio stagionale in Malesia i piloti della classe regina proseguono la loro preseason orientale, prima dell’ultimo e decisivo test invernale in Qatar dall’1 al 3 marzo.

Il Chang International Circuit, nella provincia del Buriram, misura 4.454 m, ha tante curve stop-and-go eccetto una velocissima a sinistra, dopo un rettilineo lungo quasi 700 metri. E’ una pista stretta con una media sul giro intorno ai 150 km/h, più o meno come Misano. Sarà un’occasione ghiotta per team e piloti affinchè prendano confidenza con il nuovo tracciato, in attesa di correre il primo Gran Premio agli inizi di ottobre. Le squadre della MotoGP avranno molto lavoro da fare per lo sviluppo dei nuovi prototipi 2018 e sarà qui che si decide parte del successo stagionale.

YAMAHA – Valentino Rossi e Maverick Vinales dovranno avere le idee ben chiare sul telaio definitivo da utilizzare nel prossimo campionato, visto che si dovrà omologare la versione definitiva prima del GP di Losail. Il team di Iwata sarà al lavoro anche sulla centralina elettronica e la nuova carena aerodinamica, mentre il motore dovrebbe essere il punto fisso da cui partire, visti i feedback positivi di entrambi i rider.

HONDA – Il primo obiettivo sarà scegliere tra due motori senza farsi ingannare dalle alte temperature orientali, perchè arrivati in Europa il V6 potrebbe rivelarsi più aggressivo di quanto preventivato. Anche la casa di Tokyo è al lavoro su una carena aerodinamica sebbene non convinca ancora in toto Marc Marquez. Più fiducioso Dani Pedrosa: “Stiamo ancora sperimentando, sono i primi grandi test che facciamo e ovviamente dobbiamo vedere come migliorarlo e sentirci più a nostro agio”. Per il telaio forse non ci sarà il tempo per apportare ulteriori migliorie, almeno non prima dell’inizio in Qatar. “Con questo test abbiamo la fortuna di poter conoscerne il disegno – ha detto Marquez -, abbiamo a disposizione molti giorni e credo che prima di tutto farò qualche giro con lo scooter”.

DUCATI – La nuova specifica del motore ha mostrato lati positivi, adesso occhi puntati sul tanto atteso telaio 2018 che dovrebbe garantire una migliore percorrenza di curva a Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso. Non sono escluse importanti sorprese anche a livello di aerodinamica dove la casa di Borgo Panigale si è mostrata sempre all’avanguardia. La sensazione è che le novità in casa Ducati debbano ancora essere svelate. A Buriram potremmo vederne delle belle!

APRILIA – Dopo i primi miglioramenti di ciclistica e trazione, la Casa di Noale ha lavorato su una maggiore concentrazione delle masse in prossimità del baricentro e una diversa distribuzione dei pesi. Ma le novità in casa Aprilia non finiscono qui, perchè entro il primo GP del Qatar sarà testata un’importante evoluzione del motore. La fabbrica italiana non subirà il congelamento del V4 e potrà proseguire lo sviluppo nel corso di tutta la stagione 2018.

SUZUKI – Andrea Iannone e Alex Rins hanno confermato il nuovo motore, tallone d’Achille nella scorsa stagione. I tecnici di Hamamatsu hanno lavorato anche su nuove sospensioni, hanno migliorato l’elettronica, ma resta ancora qualcosa da fare soprattutto in fase di accelerazione. In Thailandia o in Qatar dovrebbe debuttare anche un nuovo pannello aerodinamico.

KTM – Dopo la caduta a Sepang Pol Espargaro sarà a completa disposizione del team austriaco, al momento ancora in ritardo nello sviluppo della nuova moto. Rispetto ad un anno fa i tempi sul giro sono migliorati, ma la distanza dalla vetta è di 1,5 secondi. In Thailandia si comincia dalla configurazione, l’obiettivo primario è una migliore percorrenza di curva facendo leva sul nuovo telaio, ma urgono ulteriori modifiche di geometria e non solo.

Luigi Ciamburro