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Valentino Rossi e Marc Marquez
Valentino Rossi e Marc Marquez (©Getty Images)

MotoGP: il parere dei piloti sulla vicenda Rossi-Marquez in Argentina.

Il Gran Premio di Austin non poteva che aprirsi con la polemica tra Valentino Rossi e Marc Marquez, un vortice irreversibile in cui gli altri piloti, chi più chi meno, hanno cercato di tirarsi fuori, per quanto possibile. Perchè certe decisioni vanno ad influire sulle gare e quello che ieri è successo ai due fuoriclasse domani può succedere ad altri e influenzare un campionato. Servono regole chiare e su questo tutti i riders sono concordi. Ma servirà anche una piccola rivoluzione in Dorna e FIM dopo gli errori commessi in Argentina e non solo. Nel week-end texano saranno ancora Valentino e Marc al centro dell’attenzione, perchè nelle diplomatiche conferenze stampa nessuno ha fatto un passo indietro. El Cabroncito non ha nessuna intenzione di cambiare il suo stile di guida, il Dottore ribadisce di pensare quanto detto nel post gara di Rio Hondo.

Rossi-Marquez: il parere degli altri piloti

Una situazione al limite che sembra quasi seccare gli altri protagonisti della MotoGP e che urge chiarezza nella riunione di oggi in Commissione Sicurezza. “Non ha influenzato la mia strategia, ma è chiaro che influenzerà tutto il resto – ha detto Andrea Dovizioso -, perché quando succede qualcosa del genere ogni volta che vanno a combattere… c’è un passato. E questo influenzerà tutti, è chiaro… Non mi sono trovato in quella situazione, perché abbiamo combattuto più volte negli ultimi tempi e la nostra bagarre è sempre stata aggressiva, ma entro i limiti”.

Cal Crutchlow commenta con il suo diplomatismo tipicamente britannico: “Nel mio caso, onestamente, non mi riguarda perché non influisce sulla mia vita. Sono tornato a casa in sicurezza, ho visto la mia famiglia, ho fatto quello che volevo fino a quando sono tornato qui un minuto fa non ha influenzato la mia vita, fino a quando si ricevono le vostre domande”. Un chiaro desiderio di non essere tirato in ballo cui fa eco Maverick Vinales: “È importante trattare tra i piloti, per chiarire dove sono i limiti. È sempre stato uno sport rischioso. Ma ho detto quello che pensavo. Sono concentrato su me stesso, sul miglioramento della moto e sul mio meglio. Bisogna parlare in Safety Commisison, che è il posto importante per parlare di questi problemi”.

Johann Zarco approfondisce il suo punto di vista pur prendendo le distanze dai due: “Stiamo toccando gli dei. Abbiamo Valentino e ora Marc che sta diventando un altro dio perché sta facendo cose incredibili. Se ricordiamo, nel 2015 la gara malese è stata ovviamente una gara strana. Vale ha calciato Marc… e qual è stata la penalità?… Ha finito la gara ed era addirittura sul podio. Quindi è stata una soluzione politica… Penso che dobbiamo parlare insieme e trovare la soluzione insieme. Devi solo controllare queste cose”. Jorge Lorenzo, invece, invoca una maggior professionalità nel giudicare gli eventi e prendere decisioni: “Essere un giudice di gara non è affatto facile, ma so anche che Mike Webb (direttore di gara) non è stato un pilota. Quando parlo di capire il reale rischio che si corre mentre si è in gara nella MotoGP, credo sia necessario essere un pilota… Non è un caso che quando si pensa a piloti mai penalizzati, si pensi a Pedrosa, Dovizioso e me. E così accade al contrario, quando si pensa a quelli sanzionati, si pensa sempre agli stessi nomi – ha concluso il maiorchino della Ducati -. La colpa di quanto accaduto in Argentina è della Direzione Gara, non dei piloti”.

Luigi Ciamburro