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Paolo Ciabatti Direttore Sportivo Ducati
Paolo Ciabatti (©Getty Images)

MotoGP, Paolo Ciabatti svela i retroscena dell’addio di Lorenzo

Ducati Corse ha vinto due Gran Premi con Jorge Lorenzo al Mugello e Montmeló, mentre Andrea Dovizioso ha trionfato nella gara inaugurale in Qatar. Il rovescio della medaglia è che il maiorchino dal prossimo anno sarà pilota Honda. La Ducati non ha avuto abbastanza pazienza con l’eccezionale e cinque volte campione del mondo di Maiorca. “È un peccato che Jorge Lorenzo non vada d’accordo con la Desmosedici”, ha dichiarato l’amministratore delegato della Ducati, Claudio Domenicali, una settimana prima del GP del Mugello 2018, facendo intendere che l’attenzione era rivolta prioritariamente verso Andrea Dovizioso.

Dichiarazioni che hanno spinto Jorge a guardarsi intorno e a proporsi al team Repsol Honda che aveva fatto intendere di non voler rinnovare con Dani Pedrosa. Paolo Ciabatti, dopo la vittoria di Lorenzo al Mugello, si è rivolto al suo manager Albert Valera e gli ha sussurrato all’orecchio: “Abbiamo aspettato come d’accordo. Ora possiamo parlare… Ma Valera avrebbe risposto: “È troppo tardi adesso”.

In un’intervista a Speedweek.com Paolo Ciabatti svela qualche retroscena del mancato accordo dopo il Mugello: “Sì, abbiamo anche appreso dalle spiegazioni di Jorge dopo la gara che aveva deciso di andare da qualche altra parte. Abbiamo sempre detto che Jorge è un grande investimento per la Ducati… Ma fino alla prima vittoria al Mugello, questi sforzi non hanno mai dato i loro frutti, sì, c’erano gare in cui guidava o in cui si trovava solo nel gruppo di testa. Ma poi era stanco e ha perso terreno nella seconda parte della gara”.

Da Sepang al Mugello il passaggio in HRC

Nei test invernali Jorge Lorenzo aveva persino fissato il nuovo record di pista in Malesia, ma poi è arrivato il test della Thailandia, che è stato un po’ disastroso. “Dopo ciò, i risultati non erano quelli che ci aspettavamo. Il trend positivo del 2017 sembrava essersi dileguato dopo il test di Sepang… Dopo le tre gare estive in primavera, abbiamo concordato con Jorge di aspettare le prime tre gare in Europa, Jerez, Le Mans e Mugello. Volevamo vedere come si sviluppano le cose. Abbiamo pensato che se è difficile per lui guidare la nostra moto e se non riusciamo davvero a sviluppare la Desmosedici per soddisfare il suo stile di guida, allora è meglio che tutti i soggetti coinvolti vadano diversamente”.

Ma l’attesa non è stata vantaggiosa per il team Ducati che si è visto sfuggire un pezzo da novanta ripiegando su Danilo Petrucci. “A Jerez è stato bravo fino allo schianto con Dovi e Pedrosa. A Le Mans era mediocre. Poi è arrivato il Mugello, dove è andato molto bene. Anche a Barcellona è stata fantastico. Ma al GP d’Italia ci siamo resi conto che era troppo tardi”.