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MotoGP
(getty images)

A fare un’analisi del Gran Premio di Germania 2015, conclusosi con la vittoria di Marc Marquez e con Dani Pedrosa e Valentino Rossi sul podio, ci pensa l’ex inviato di Mediaset Paolo Beltramo, un giornalista di pluridecennale esperienza nel mondo della MotoGP e della Superbike. Il massimo dei voti spetta al campione in carica della Honda che ha dominato sul circuito del Sachsenring sin dalla FP1 del venerdì.

“Torna a far paura. Il campione del mondo è di colpo sembrato di nuovo quello dello scorso anno, quando ha infilato dieci vittorie consecutive. Imperioso, spettacolare, efficace, sicuro: nel 2014 le ha vinte all’inizio le dieci gare, stavolta può farcela nella seconda parte”, ha azzardato Paolo Beltramo sul sito ufficiale Redbull.

“Il Sachsenring è stato il nono Gp stagionale, metà strada, ne mancano altri nove, appunto. Il fascino dei numeri c’è, lo smalto pure. Chissà. Comunque io non ho mai creduto ad un Marquez sottotono o in crisi – ha aggiunto Beltramo -: le tre volte che è caduto era sempre secondo, soltanto una volta non è andato sul podio, poi anche due successi”.

Il buon momento della Honda è stato confermato anche dal 2° posto di Dani Pedrosa, ritornato in buona forma fisica dopo l’intervento di inizio stagione per risolvere il problema della sindrome compartimentale all’avambraccio, ma è Valentino Rossi ad aver dimostrato grinta da vendere conquistano il nono podio su nove GP.

“Per l’ennesima volta dimostra di essere un vero predatore da corsa. Dà sempre il meglio quando in palio ci sono i punti, quando conta davvero – ha dichiarato Paolo Beltramo -. Stavolta sesto in prova e terzo in gara, davanti al compagno di squadra Lorenzo, per il momento suo avversario diretto per il mondiale. Eterna giovinezza, classe infinita: nono podio su nove quest’anno. Mai un errore, sempre al sodo. 111 vittorie, 205 podi su 321 partenze, ma soprattutto la voglia di vincere che è sempre la stessa, anzi forse di più. Perché c’è chi si accontenta e chi non è mai sazio. Rossi, Marquez, Lorenzo sono affamati perenni anche perché la dolcezza della vittoria non dà iperglicemia – ha concluso ‘Paolone‘ -. Anzi, cura anche gli acciacchi”.