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Ducati Andrea Dovizioso
La Ducati di Andrea Dovizioso (©Getty Images)

Ducati ha cominciato alla grande il campionato MotoGP 2018 con la vittoria di Andrea Dovizioso in Qatar. Era dal 2009 che il team di Borgo Panigale non esordiva nella nuova stagione con un successo. Allora fu Casey Stoner a portare in trionfo la casa italiana, cosa avvenuta anche nel 2007 e nel 2008 sempre a Losail.

Dopo gli enormi miglioramenti fatti tra il 2016 e il 2017, adesso c’è voglia di mettere le mani su un titolo che manca dal 2007. A vincerlo ai tempi fu proprio l’australiano, ora tester Ducati. Con Dovizioso i vertici della scuderia intravedono finalmente la concreta possibilità di farcela. L’avversario più temibile è, ovviamente, Marc Marquez con la Honda. Nel box rosso, comunque, c’è fiducia di potercela finalmente fare a riconquistare la corona iridata.

MotoGP, Ducati continua a migliorare il motore

La Ducati Desmosedici è sempre stata una moto che faceva della potenza del suo motore la propria arma migliore. Nel corso degli anni abbiamo visto tanti piloti faticare a guidarla. L’unico che riuscì a domare la ‘belva’ di Borgo Panigale fu il già citato Stoner. Poi tanti altri, per vari motivi hanno fallito. Ma l’arrivo di Gigi Dall’Igna del reparto corse bolognese ha cambiato tutto. Il suo lavoro e quello dei suoi collaboratori ha reso il mezzo più guidabile per i diversi piloti che vi sono saliti sopra.

Sono stati compiuti enormi progressi a livello di telaio, grosso problema in passato. Un po’ in tutte le aree ci sono stati interventi importanti. La Ducati Desmosedici da alcuni anni è una moto completamente diversa da quella inguidabile che utilizzò Valentino Rossi e che fu poi ereditata da Andrea Dovizioso stesso. Non è un caso aver visto Dovi, Andrea Iannone, Danilo Petrucci e anche Jorge Lorenzo raccogliere vittorie e podi negli ultimi anni.

Al termine della passata stagione il problema maggiore della Ducati era il centro-curva nelle curve a lunga percorrenza, dove la moto faceva difficoltà a girare. Su certi circuiti questo difetto provocava un gap importante rispetto alla concorrenza. Dei passi in avanti sono stati compiuti sulla GP18 e tutti i piloti lo hanno riconosciuto. Però a Borgo Panigale non si sono concentrati solo su questo aspetto. Si è lavorato anche per rafforzare ulteriormente i punti di forza preesistenti sulla moto.

E dunque anche a livello di motore ci sono stati progressi. Come scrive Marca, la Honda è migliorata e a Losail si è visto, ma Ducati rimane il mezzo con il propulsore migliore. Il quotidiano spagnolo spiega che il segreto del progetto 2018 non è l’aggiunta di cavalli, bensì l’aver reso il motore più dolce. Quando esso scarica la potenza è meno scorbutico e dunque dà migliori sensazioni al pilota sia nell’accelerazione in uscita di curva che durante il rettilineo, quando poi c’è da fare una frenata importante.

Dovizioso è un bravissimo staccatore e con i miglioramenti ulteriori fatti sul propulsore Ducati ne ha giovato ancor di più in frenata. Gigi Dall’Igna, l’artefice maggiore del rilancio della casa di Borgo Panigale in MotoGP, in una recente intervista a La Repubblica ha rivelato: “Quest’anno abbiamo anche qualcosa di interessante, ha a che fare con il motore, fortunatamente è meno visibile che in passato. I giapponesi avranno bisogno di più tempo per scoprirlo”.

Anche se Honda e Yamaha cercano sempre di copiare qualcosa da Ducati, ma quest’ultima continua a fare passi avanti per cercare di primeggiare nella top class. Il livello è altissimo in MotoGP e dunque è importante cercare sempre qualche innovazione che possa sorprendere la concorrenza. Se poi le novità sono anche difficili da copiare o imitare, ancora meglio…

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