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Maverick Vinales
Maverick Vinales (©Getty Images)

MotoGP | Maverick Vinales ritorna sul podio, ma l’elettronica resta il limite della Yamaha.

Sembrava tutto facile nelle mani di Maverick Vinales dopo il passaggio da Suzuki a Yamaha. Nei primi test invernali sembrava il nuovo fenomeno della MotoGP, aveva esordito con tre vittorie e un podio nelle prime sei gare, ma dopo il Mugello sembrava caduto dalle stelle alle stalle. E’ bastato un minimo cambiamento alla carcassa anteriore Michelin per fargli perdere quel magico equilibrio che lo stava proiettando verso il titolo iridato.

Vinales attende il test post Jerez

Da allora sono stati effettuati tanti cambiamenti di telaio, di motore, ha dovuto mutare il suo stile di guida rendendolo più morbido in curva e men propenso a spingere sul gas, fino a dover recentemente reclamare uno sviluppo diverso dalla M1 di Valentino Rossi per incompatibilità di stile. Nel box Yamaha regna una pace diplomatica, ma sotto sotto in realtà ferve un magma vulcanico che per adesso non minaccia esplosioni. Per il momento… In Texas la moto di Maverick Vinales sembrava avere qualcosa in più rispetto al compagno di team: “Devo capire, perché abbiamo avuto moto un po’ diverse, è stato più veloce e ha avuto qualche decimo in più”, ha ammesso il Dottore.

Partito dalla pole il pilota di Figueres nulla ha potuto contro lo strapotere di Marquez, eppure il secondo posto ha tanto il sapore di vittoria, di rivincita, quasi di resurrezione. L’ultimo podio risaliva al GP d’Australia dello scorso ottobre, prima ancora al GP di Silversone ad agosto. “Era una situazione in cui non potevo dare il meglio di me. Logicamente provi, vuoi fare, ma c’era sempre un limite. Il limite è quello che ci segna l’elettronica. Quindi più che frustrazione è che non posso dare il mio 100% in pista. È quello che stiamo cercando di risolvere”, ha ammesso in un’intervista a Mundo Deportivo. “Credo che la moto sia di ottimo livello e quando l’elettronica sarà migliorata, i risultati cambieranno totalmente”, ha assicurato Vinales. All’indomani di Jerez ci sarà un test molto importante in tal senso, dove si cercheranno altre soluzioni non solo a livello di centralina.