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Maverick Vinales
Maverick Vinales (©Getty Images)

MotoGP Yamaha, Maverick Vinales: “I problemi vanno avanti da dieci mesi”.

In due settimane Maverick Vinales è passato dalle stelle alle stalle. Se ad Austin i problemi Yamaha sembravano risolti, dopo Jerez sono riaffiorati in tutta la loro veemenza, evidenziando le lacune tecniche rimaste irrisolte da un anno a questa parte. Se Valentino Rossi punta il dito soprattutto sull’elettronica, il collega spagnolo chiede una risoluzione dei nodi sull’intero pacchetto M1.

Non basterà certo il test odierno a Jerez de la Frontera per risolvere i problemi, ma sarà un’occasione buona per tentare di capire come ritrovare la luce in fondo al tunnel, soprattutto come trovare grip ed arginare lo spinning quando le temperature dell’asfalto sono troppe alte. Perchè da qui in avanti, con l’approssimarsi dell’estate, sarà un ostacolo da affrontare in quasi ogni week-end. “È deludente venire da Austin motivato e desideroso”, ha detto Maverick Viñales dopo la gara. “La nostra posizione è di lottare per il podio e in alcuni punti per la vittoria. Il livello che possiamo dare non è quello che stiamo mostrando in questo momento. So perfettamente che se le cose funzionano possiamo lottare per le vittorie, ma ora siamo indietro. I rivali ci hanno superato abbastanza. Quindi dobbiamo continuare a lavorare”.

Vinales-Yamaha, il problema continua

Valentino Rossi ha lanciato un chiaro monito alla fabbrica di Iwata, sottolineando la lentezza del processo decisionale e di apportare le dovute modifiche ad una moto in fase di stallo da un anno a questa parte, soprattutto in termini di centralina elettronica. Il pilota di Figueres preferisce essere più cauto nelle dichiarazioni, pur ammettendo dii aver cercato una soluzione allo stesso problema per troppo tempo. “Ho detto la stessa cosa per 10 mesi, non ho aderenza… cerco di fare tutto e alla fine il problema è lo stesso, la moto non accelera, ciò significa solo una cosa, l’elettronica non funziona, di sicuro. Devo cambiare lo stile di guida due o tre volte nel weekend per provare a far funzionare la moto, mi sento un po’ confuso perché alla fine so che non miglioriamo al 100%”. A rendere più nebulosa la situazione in casa Yamaha sono le diverse e quasi irrazionali risposte della moto in base ai tracciati: “La moto cambia molto da una pista all’altra, andiamo a Le Mans sperando che funzioni, ma i problemi vanno avanti da dieci mesi”.